Chiesa: mons. Libanori (ausiliare Roma), “facile riconoscere le rughe ma c’è anche tanta santità”

“In una Chiesa in cui è facile riconoscere le rughe, c’è anche tanta santità”. Lo ha affermato mons. Daniele Libanori, vescovo ausiliare della diocesi di Roma per il settore Centro, che ha presiduto nel Palazzo Apostolico Lateranense il rito di chiusura dell’inchiesta diocesana delle cause di beatificazione e canonizzazione di padre Cosimo Berlinsani e madre Anna Moroni, che nel XVII secolo fondarono le Suore Oblate del Santissimo Bambino Gesù. “Il Signore apre sentieri impervi anche dove non pensavamo ci fosse speranza e questo ci dà fiducia nella Chiesa che sa produrre questi Santi”, ha aggiunto mons. Libanori che nel discorso ha tracciato un profilo dei due consacrati che “posero le loro vite al servizio del desiderio dell’uomo e della rivelazione di Dio”. Entrambi, ha sottolineato, “desiderarono Dio senza dimenticarsi dell’uomo”. “Anna e Cosimo non hanno abbassato lo sguardo, e non sono passati oltre l’umano, ferito nel corpo e nello spirito”, ha osservato il vescovo evidenziando che “hanno letto con gli occhi della fede i segni dei tempi e risposto con creatività alle necessità della Chiesa”. Mai, ha continuato, “si staccarono dalla voce viva del Vangelo, dal volto luminoso del Signore Gesù, dal corpo vivente e bisognoso della Chiesa”. E “si sono fatti piccoli con i piccoli ed ultimi con gli ultimi, occupando talora, l’ultimo posto riservato ai servi del Vangelo”. “Anna e Cosimo – ha concluso mons. Libanori – hanno dunque proposto quella ‘fantasia della che non ha conosciuto e non conosce limiti”.

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