Giornata comunicazioni sociali: don Maffeis (Cei), “la rete rimane risorsa, è complementare all’incontro”

“Rispetto a un mondo percepito come caotico se non ostile, ci si chiude all’interno di cerchi ristretti, di gusci protettivi, in aggregazioni rassicuranti. In rete il fenomeno è ancor più evidente”. Lo scrive don Ivan Maffeis, direttore dell’Ufficio nazionale per le Comunicazioni sociali, nel numero di giugno di Vita pastorale, anticipato al Sir, in cui commenta il messaggio di Papa Francesco per la 53ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, che si celebra domenica 2 giugno. Dopo aver sottolineato le consonanze delle chiavi di lettura del testo di Francesco con quello di Benedetto XVI, diffuso dieci anni fa, il direttore dell’Ufficio Cei evidenzia che “la rete rimane risorsa, ‘possibilità straordinaria di accesso al sapere’ e ‘fonte di conoscenze e di relazioni un tempo impensabili’. Al contempo, si rivela come ‘uno dei luoghi più esposti alla disinformazione e alla distorsione consapevole e mirata dei fatti e delle relazioni interpersonali’”. “La fragilità dei legami sociali – aggiunge don Maffeis – si riflette in un processo di individualizzazione, che plasma personalità attente a ricorrere agli altri soprattutto per rafforzare il senso di sé”. Il rischio indicato è che “vengano a mancare una narrazione e un’interpretazione condivise dei fatti”. “La stessa libertà può finire intrappolata”. E l’immagine proposta dal direttore dell’Ufficio Cei è quella degli “eremiti digitali” presentata da Papa Francesco nel messaggio. “Se ‘quella che dovrebbe essere una finestra sul mondo diventa una vetrina in cui esibire il proprio narcisismo’ – spiega -, tale risultato non è il frutto velenoso della rete, ma di un processo culturale che nella rete trova un’incredibile possibilità di sviluppo e propagazione”. Infine, guardando alle iniziative di formazione a livello nazionale, regionale e diocesano, don Maffeis sostiene che “la Chiesa non assolutizza la rete, né la considera alternativa, ma complementare all’incontro”.

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