Papa in Romania: incontro autorità, “costruire una società inclusiva” dove gli “ultimi” non sono “intralci” ma “cittadini” e “fratelli”

(Foto Vatican Media/SIR)

“Camminare insieme, come modo di costruire la storia, richiede la nobiltà di rinunciare a qualcosa della propria visione o del proprio specifico interesse a favore di un disegno più ampio, in modo da creare un’armonia che consenta di procedere sicuri verso mete condivise”. Lo ha spiegato il Papa, riferendosi al significato del motto scelto per il suo 30° viaggio apostolico. “Questa è la nobiltà di base”, ha aggiunto a braccio. “In tal modo – ha proseguito durante il suo primo discorso a Bucarest, rivolto alle autorità – si può costruire una società inclusiva, nella quale ciascuno, mettendo a disposizione le proprie doti e competenze, con educazione di qualità e lavoro creativo, partecipativo e solidale, diventi protagonista del bene comune; una società dove i più deboli, i più poveri e gli ultimi non sono visti come indesiderati, come intralci che impediscono alla ‘macchina’ di camminare, ma come cittadini e fratelli da inserire a pieno titolo nella vita civile; anzi, sono visti come la migliore verifica della reale bontà del modello di società che si viene costruendo”. “Quanto più una società si prende a cuore la sorte dei più svantaggiati, tanto più può dirsi veramente civile”, la tesi di Francesco, secondo il quale “occorre che tutto questo abbia un’anima e un cuore e una chiara direzione di marcia, non imposta da considerazioni estrinseche o dal dilagante potere dei centri dell’alta finanza, ma dalla consapevolezza della centralità della persona umana e dei suoi diritti inalienabili”.

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