Papa in Romania: incontro autorità, “sviluppare l’anima del vostro popolo”. “Chiesa non estranea ma pienamente partecipe dello spirito nazionale”

(Foto Vatican Media/SIR)

“Sviluppare, insieme alle condizioni materiali, l’anima del vostro popolo”. È l’imperativo con cui si è concluso il primo discorso del Papa in Romania, dal palazzo presidenziale di Bucarest. “Perché i popoli hanno un’anima, hanno un modo di capire le radici: tornare sempre all’anima di un popolo, e questo fa andare avanti!”, ha aggiunto a braccio “Per un armonioso sviluppo sostenibile, per la concreta attivazione della solidarietà e della carità, per la sensibilizzazione delle forze sociali, civili e politiche verso il bene comune, non è sufficiente aggiornare le teorie economiche, né bastano le pur necessarie tecniche e abilità professionali”, il monito rivolto alle autorità, alla società civile e al Corpo diplomatico. “Le Chiese cristiane possono aiutare a ritrovare e alimentare il cuore pulsante da cui far sgorgare un’azione politica e sociale che parta dalla dignità della persona e conduca ad impegnarsi con lealtà e generosità per il bene comune della collettività”, ha garantito Francesco: “nel medesimo tempo, esse si sforzano di diventare un credibile riflesso e una testimonianza attraente dell’azione di Dio, promuovendo tra loro una vera amicizia e collaborazione”. “La Chiesa Cattolica vuole porsi in questo alveo, vuole portare il suo contributo alla costruzione della società, desidera essere segno di armonia, speranza di unità e mettersi al servizio della dignità umana e del bene comune”, ha proseguito il Papa: “Intende collaborare con le autorità, con le altre Chiese e con tutti gli uomini e le donne di buona volontà per camminare insieme e mettere i propri talenti al servizio dell’intera comunità”. “La Chiesa Cattolica non è estranea, ma pienamente partecipe dello spirito nazionale, come mostra la partecipazione dei suoi fedeli alla formazione del destino della nazione, alla creazione e allo sviluppo di strutture di educazione integrale e forme di assistenza proprie di uno Stato moderno”, ha puntualizzato il Santo Padre: “Essa perciò desidera dare il suo contributo alla costruzione della società e della vita civile e spirituale nella vostra bella terra di Romania”. “Dio benedica la Romania!”, l’esclamazione finale.

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