Papa in Romania: messa cattedrale cattolica, omaggio a “donne, madri e nonne” che sanno “rimboccarsi le maniche”

“Contemplare Maria ci permette di rivolgere lo sguardo a tante donne, madri e nonne di queste terre che, con sacrificio e nascondimento, abnegazione e impegno, plasmano il presente e tessono i sogni del domani”. È l’omaggio del Papa, nell’omelia della Messa celebrata a Bucarest nella cattedrale cattolica di San Giorgio, ultimo appuntamento della prima giornata del viaggio in Romania. “Donazione silenziosa, tenace e inosservata, che non teme di ‘rimboccarsi le maniche’ e caricarsi le difficoltà sulle spalle per portare avanti la vita dei propri figli e dell’intera famiglia sperando contro ogni speranza”, ha proseguito Francesco, secondo il quale “è un ricordo vivo il fatto che nel vostro popolo vive e pulsa un forte senso di speranza, al di là di tutte le condizioni che possano offuscarla o cerchino di spegnerla”. “Nella nostra gente c’è spazio per la speranza”, ha assicurato: “Per questo Maria cammina e ci invita a camminare insieme”. Il Papa ha preso spunto dal Vangelo, che narra l’episodio della Visitazione, l’incontro di “due donne che si abbracciano e riempiono tutto di felicità e di lode”. “È il primo dei viaggi di Maria che la Scrittura racconta”, ha fatto notare Francesco: “Il primo di molti. Andrà dalla Galilea a Betlemme, dove nascerà Gesù; fuggirà in Egitto per salvare il Bambino da Erode; si recherà ancora a Gerusalemme ogni anno per la Pasqua, fino all’ultima in cui seguirà il Figlio sul Calvario”. Questi viaggi, per il Papa, hanno una caratteristica: “non sono stati mai cammini facili, hanno richiesto coraggio e pazienza. Ci dicono che la Madonna conosce le salite, conosce le nostre salite: ci è sorella nel cammino. Esperta nel faticare, sa come prenderci per mano nelle asperità, quando ci troviamo davanti ai tornanti più ripidi della vita. Come buona madre, Maria sa che l’amore si fa strada nelle piccole cose quotidiane. Amore e ingegno materno capace di trasformare una grotta di animali nella casa di Gesù, con poche povere fasce e una montagna di tenerezza”.

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