Papa in Romania: Zăpîrţan (ambasciatore presso la Santa Sede), “viaggio dal significato politico, pastorale ed ecumenico”

Un viaggio con un “triplo significato”: “politico, pastorale ed ecumenico”. Liviu-Petru Zăpîrţan, ambasciatore di Romania presso la Santa Sede, considerà così in una nota il viaggio apostolico di Papa Francesco in Romania, al via da oggi, venerdì 31 maggio. Segnalando che “la sua personalità è apprezzata da tutti i romeni”, l’ambasciatore indica il Pontefice come “uno spirito riflessivo, costruttore di una visione di profondità sulle trasformazioni del mondo contemporaneo, sulle contraddizioni nascoste dai processi di globalizzazione e mondializzazione”. Secondo Zăpîrţan, il viaggio di Francesco avrà una valenza politica, perché “sarà l’occasione per lui di incontrare il presidente, il primo ministro e i rappresentanti della società civile”, ma anche pastorale “perché il Papa sarà assieme ai fedeli cattolici e greco-cattolici in preghiera per incoraggiarli ad aumentare il loro contributo allo sviluppo del loro Paese”. Infine, ecumenico perché “il vescovo di Roma incontrerà il patriarca Daniel e il Sinodo della Chiesa Ortodossa Romena, pregando insieme nella nuova cattedrale di Bucarest”. Sottolineando che “il Santo Padre si recherà in tutte le tre regioni storiche del Paese”, cioè “Valacchia e la capitale, Moldavia e Transilvania dove è sviluppato il culto mariano”, l’ambasciatore evidenzia che “ci sono delle icone della Madonna che è venerata dappertutto, da tutti i cristiani romeni”. “A Cacica, Maria Radna, Sumuleu e Oradea, santuari mariani, si trovano delle basiliche papali e qui, come anche in altri luoghi di culto, si fanno dei pellegrinaggi in occasione delle feste cristiane”.

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