Banco Alimentare: card. Betori (Firenze), “la vita è spesa bene solo se donata”

“La povertà non sparisce, prende forme diverse, colpisce soggetti diversi, ma resta sempre con noi. D’altra parte anche Gesù diceva: ‘i poveri saranno sempre con voi’. In questo senso l’attività svolta dal Banco Alimentare rappresenta la testimonianza viva di cosa significa andare incontro alla povertà materiale di tantissime persone e famiglie”. Così il card. Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, aprendo le celebrazioni per i 30 anni del Banco Alimentare in Italia, che con il tour “Compagni di Banco. Da 30 anni in viaggio”, ha fatto tappa a Palazzo Vecchio. “All’origine del Banco Alimentare – ha precisato – vi è però qualcosa di più profondo di una geniale ricetta sociale. Esso trova infatti le sue radici nella fede cristiana, che ci suggerisce che fare del bene a chi ci è prossimo, non è solo di aiuto a quest’ultimo, ma prima di tutto a noi stessi e all’intera società, che ne riceve beneficio come incremento, educazione, attraverso gesti concreti al valore della gratuità”. Al riguardo il cardinale ha ribadito come “la vita sia spesa bene solo se donata”. “Per questo – ha affermato – dobbiamo porci di fronte a tutti i bisogni dell’uomo in una prospettiva di dono in cui le nostre azioni non sono dettate da secondi fini”. L’arcivescovo ha poi ricordato le parole di Papa Francesco in occasione dei 25 anni del Banco, in cui aveva sottolineato come il Banco Alimentare somigli molto al gesto di Gesù che distribuiti i pani dice agli apostoli di raccogliere i pezzi perché nulla vada perduto. “Raccogliere per ridistribuire, per non disperdere. Lo spreco – ha concluso il card. Betori, citando le parole del Papa – è l’espressione più cruda dello scarto. Significa disinteresse per le cose e indifferenza per chi ne è privo”.

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