Arcelor Mittal Italia: mons. Santoro (Taranto), “emancipare l’economia locale dalla monocultura dell’acciaio”

“Taranto ha prodotto acciaio per tutto il Paese ed ora piangiamo per i nostri morti adulti e bambini. A ciò si aggiungono i gravi problemi degli alunni delle scuole del rione Tamburi e delle loro famiglie. Ho sentito insegnanti e tante mamme davvero sconcertate. Non possiamo far cadere nel nulla il loro grido. E torno anche a chiedere che venga quanto prima disposta la Valutazione preventiva dell’impatto ambientale e sanitario: non possiamo più permettere che, a distanza di anni e senza la possibilità di mettervi riparo, si ripropongano le inefficienze del passato”. Lo ha dichiarato ieri sera l’arcivescovo della diocesi di Taranto, mons. Filippo Santoro, intervenendo all’Assemblea generale congiunta di Federmeccanica e Confindustria locale, che si è tenuta negli stabilimenti ex Ilva, ora Arcelor Mittal Italia. “Alla nuova proprietà riconosciamo un impegno serio, come dimostra la copertura dei parchi minerali che procede anticipando i tempi previsti per la conclusione dell’opera. Chiediamo però che continui ad oltranza il negoziato con lo Stato sui temi ambientali e su tutti i punti caldi in questione e con i sindacati per evitare la cassa integrazione per altre 1.400 persone”, ha affermato mons. Santoro, rivolgendosi all’amministratore delegato di Arcelor Mittal Italia, Matthieu Jehl. “Qui si gioca l’impostazione del futuro di buona parte dell’economia nazionale – ha sottolineato Santoro ad industriali ed imprenditori riuniti a Taranto -, ma soprattutto la qualità di un certo modello di sviluppo che finalmente ponga al centro non la massimizzazione dei profitti, ma il bene e la dignità delle persone, la difesa della salute e la cura della casa comune. A voi imprenditori spetta anche il compito di contribuire all’emancipazione dell’economia locale dalla monocultura dell’acciaio, dobbiamo offrire un nuovo orizzonte a Taranto, ai suoi figli. Voi avete professionalità e risorse per farlo. Ed inoltre sapete bene che non è ammissibile fare solamente un buon acciaio è necessaria la garanzia per la salute dei lavoratori e dei tarantini ed avere un rapporto positivo con la città, il suo territorio, la sua cultura, la sua bellezza. Abbiamo in questo un grande alleato che è l’innovazione tecnologica che produce autentico sviluppo non solo economico, ma pienamente umano quando si unisce scienza e coscienza, sapere ed etica”.

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