Ccee: Malta, incontro dei portavoce delle Conferenze episcopali europee su “La comunicazione nelle situazioni di crisi”

“Come affrontare e comunicare una situazione di crisi? Esistono strategie standard? Qual è il ruolo dell’Ufficio stampa?”. Sono questi alcuni degli interrogativi che hanno aperto l’incontro annuale degli addetti stampa e portavoce delle Conferenze episcopali d’Europa. Sono stati 53 i partecipanti, provenienti da 27 paesi europei, giunti a Malta, nei giorni scorsi, per discutere de “La comunicazione nelle situazioni di crisi”. Ad aprire i lavori, il card. Angelo Bagnasco, presidente del Ccee, che nel suo intervento si è soffermato sulle sfide e le opportunità offerte dai nuovi media e ha ricordato ai partecipanti come sia “necessario vivere da protagonisti; conoscere i linguaggi e i rischi della rete, dare motivazioni, ma soprattutto essere una fonte credibile che fa della trasparenza e del servizio alla Verità, sempre e comunque, il proprio stile di vita e il proprio modo di operare”.

Nel secondo giorno dei lavori, la condivisione da parte di alcuni portavoce delle Conferenze episcopali di come hanno affrontato situazioni di crisi legate a questioni economiche e di trasparenza, abusi sessuali su minori, arrivi di rifugiati e rapporti con le Istituzioni. L’arcivescovo Charles J. Scicluna, presidente della Conferenza episcopale maltese e segretario aggiunto della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha raccontato del vertice vaticano sugli abusi, del febbraio scorso, sulla protezione dei minori nella Chiesa e ha spiegato le nuove regole procedurali della Chiesa per combattere gli abusi sessuali stabiliti nella Lettera apostolica di Papa Francesco “Vos estis lux mundi”. Mons. Scicluna ha anche ricordato le esperienze di incontro con le vittime di abusi sessuali da parte di membri del clero, ha sottolineato la sofferenza di quelle vittime e la necessità di trattarle con compassione e rispetto. Paolo Ruffini, prefetto del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede, ha spiegato a che punto è il processo di riforma della comunicazione del Vaticano e, nel dialogo con i partecipanti, ha suggerito strumenti e accolto proposte per “lavorare insieme a servizio della missione della Chiesa”.

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