Terremoto ai Castelli: don Rogulski (parroco Colonna), “chiesa chiusa per verifiche. Ma siamo fiduciosi”

Tantissima paura ma nessun danno importante. Don Ireneo Rogulski, parroco della chiesa San Nicola di Bari a Colonna, rassicura sulla situazione del paese e sullo stato della chiesa parrocchiale all’indomani del sisma che ha colpito nella notte la zona dei Castelli Romani ed ha avuto come epicentro proprio la cittadina che si trova alle porte di Roma. “La scossa è stata fortissima anche se breve”, racconta il parroco: “Ma Grazie a Dio, a parte momenti di panico, stiamo tutti bene”. La chiesa parrocchiale è “leggermente danneggiata”. “Non ci sono danni importanti. Si notano delle crepe e dell’intonaco caduto sull’altare”. Per questo motivo la chiesa – anche in accordo con il vescovo di Frascati, mons. Raffaello Martinelli – rimarrà chiusa nei prossimi due giorni per precauzione e per consentire agli ingegneri e alla Protezione civile di fare le verifiche necessarie. Già nella notte, erano intervenuti gli ingegneri della Protezione civile per la verifica della chiesa. Il parroco è rimasto leggermente ferito, ma solo a causa di una caduta accidentale durante la fuga. “Sono fiducioso”, aggiunge il parroco esprimendo la speranza che già da domenica prossima si potrà di nuovo celebrare la messa nella chiesa. Don Ireneo racconta anche che per motivi precauzionali, stanotte una trentina di persone sono state evacuate ed accolte in un palazzetto dello sport. “Ho offerto ad alcune famiglie lo spazio dei locali parrocchiali per passare la notte. Ma Grazie a Dio non è servito”. E aggiunge: “Proprio ieri abbiamo celebrato in parrocchia, in modo solenne, la festa del Corpus Domini ed abbiamo affidato e consacrato il nostro paese al Cuore di Gesù e al Cuore Immacolato di Maria chiedendo la loro protezione. Siamo fiduciosi perché sappiamo di essere sotto il manto della Madonna. Questi eventi, seppur traumatici, hanno poi un risvolto positivo: la paura, l’impotenza di fronte alle forze della natura ci rendono più uniti tra noi come comunità parrocchiale. Tante le chiamate, i messaggi e le offerte di aiuto che sono arrivate questa mattina. Sono situazioni che ci rendono tutti più famiglia”.

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