Bambini uccisi: Cantelmi (psichiatra), “padri fragili riaffermano con la violenza il predominio sulla donna”

Figli uccisi dai padri come “vendetta trasversale” di uomini che non accettano la fine di una relazione e vogliono così colpire le loro ex compagne. Questo fenomeno, afferma in un’intervista al Sir lo psichiatra Tonino Cantelmi, “rientra nel discorso della fragilità maschile, del bisogno di riaffermare il predominio sulla donna attraverso la violenza che arriva fino all’annientamento”. “Quando un uomo utilizza la violenza – spiega – è perché non possiede altri strumenti. Fragilità maschile, bisogno di riaffermare se stesso e totale incapacità di empatia sono un mix esplosivo. Questi uomini sono talmente concentrati su di sé che non hanno consapevolezza del dolore fatale che infliggono, nella loro mente il bambino viene de-umanizzato e ridotto a oggetto che si può distruggere”. Con riferimento, più in generale, alla mancanza di competenze genitoriali, Cantelmi spiega: “Servirebbe un intervento educativo per aiutare i genitori a fare genitori. La transizione al ruolo genitoriale avviene tardivamente, intorno ai 34 anni. Oggi i giovani si sentono inadeguati, incapaci di prendersi cura di un bambino. Da un’indagine che abbiamo condotto qualche tempo per la Regione Lazio su un campione di 200 giovani donne è emersa questa insicurezza. Forse si potrebbero immaginare delle scuole per genitori supportandoli in questa transizione verso il ruolo che li attende”. A realizzarle “potrebbero essere le diocesi”, osserva richiamando le “lezioni” tenute in diverse “scuole per genitori”. E assicura: “C’è fame” di queste scuole.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Riepilogo