Corridoi umanitari: Impagliazzo (Comunità Sant’Egidio), “Europa e Usa aprano nuovi corridoi contro tanta disumanità”

Una richiesta, “all’Europa e agli Stati Uniti, di aprire nuovi corridoi umanitari, perché non esistendo vie legali sono l’unica strada oggi praticabile e che funziona molto bene”: lo ha detto oggi all’aeroporto di Fiumicino Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, accogliendo i 77 profughi siriani giunti oggi dal Libano (tra cui una trentina di bambini, alcuni malati e due con disabilità), nell’ambito del protocollo sottoscritto insieme alla Fcei (Federazione Chiese evangeliche italiane) e Tavola Valdese, in accordo con i Ministeri degli interni e degli esteri. “È un momento molto difficile per tante persone migranti – ha affermato Impagliazzo -. Non solo nel Mediterraneo ma anche in Messico, nel Centro America. Guardando a tanta disumanità penso che i corridoi umanitari possano invece chiamarsi ‘corridoi umani'”. Alle famiglie di profughi siriani arrivate stamattina all’alba dal Libano, Impagliazzo ha detto: “Da oggi questo Paese è la vostra casa, sarete accolti da famiglie e comunità italiane, una sola famiglia dove nessuno sarà escluso. I vostri bambini potranno finalmente andare a scuola, perché nei campi non era possibile. Ai genitori auguro di imparare presto la lingua italiana, per integrarsi bene nella nostra società”. Anche Carla Di Quarto, viceprefetto del ministero dell’interno, ha dato il benvenuto governativo ai profughi: “Avete avuto un percorso faticoso e difficile, speriamo possa esserlo meno qui in Italia. Siete stati coraggiosi, ora farete un salto nel buio ma sono certa che vi troverete bene. Siete più fortunati di tanti altri, perché almeno avete avuto questa chance”.

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