Honduras: p. Moreno (Radio Progreso), “grande disapprovazione verso il Presidente, assistiamo a deterioramento dello Stato di diritto”

Padre Ismael Moreno, Honduras

“Quello che sta accadendo in Honduras è in continuità con il colpo di Stato del 2009 e un suo approfondimento”. L’affermazione, rilasciata al Sir proprio nel decennale del golpe, è di padre Ismael Moreno, gesuita, direttore di Radio Progreso, emittente dei gesuiti che da anni è una delle poche voci libere nel Paese, dove il Governo del presidente Juan Orlando Hernández ha schierato l’esercito per reprimere le proteste che si sono sollevate in seguito alla presentazione dei progetti di privatizzazione di scuola e sanità. “Si può dire – prosegue padre Melo (così il religioso è conosciuto in Honduras) – che le elezioni del 2009, 2013 e 2017 sono state caratterizzate da irregolarità. Un deterioramento continuo dello stato di diritto che ha creato una sfiducia generalizzata verso i politici, nel contesto di un progetto autoritario”. Le manifestazioni, in seguito al rifiuto di molti agenti di polizia di fronteggiare il loro popolo sono state represse in questi giorni direttamente dall’esercito. Quattro le vittime accertate, con diverse decine di feriti. Padre Moreno afferma che si sta assistendo “a una militarizzazione dello scenario politico, nel quale cresce il potere del presidente”. Tuttavia, le manifestazioni proseguono, “e non riesco a pensare in che modo Hernández possa portare a termine il suo mandato presidenziale fino al 2022, tanta è nel Paese la disapprovazione nei suoi confronti. Si tratta di proteste pacifiche, che arrivano da persone che in sei casi su dieci sono senza lavoro e senza prospettive. Le carovane dei migranti hanno origine in questa situazione”.

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