Diocesi: card. Bagnasco (Genova), “i politici ascoltino i giovani che vogliono recuperare punti di riferimento”

“In una società liquida c’è bisogno di non perdere anzi, di recuperare, i punti di riferimenti belli” e gli amministratori, soprattutto cattolici, devono aiutare i giovani a guardare positivamente al futuro. Ad affermarlo il card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente del Ccee, nella messa per i politici che ha celebrato questa sera a Genova. Per il porporato, Infatti, “le generazioni giovani, più che guardare avanti, tendono a guardare indietro”. Se qualche decennio fa “guardando a quella che negli anni ’60 e ’70 vivevamo come utopia promettente, oggi il futuro si presenta, per le giovani generazioni, come un fantasma vuoto, pauroso, incerto, fonte di smarrimento perché i giovani vogliono recuperare quei punti di riferimento che sembrano essere assenti nel futuro che ci attende: la famiglia, la scuola, la politica, la religione. Tutti punti di riferimento che sono fondamentali per il nostro vivere, nella nostra esperienza quotidiana, ma che lo sono tanto più per i giovani, anche se a volte sembrano contestarli. Essi guardano a questo trascorso, non tanto per rifugiarsi in un passato nostalgico, ma per recuperare al presente e al futuro quei punti di riferimento senza i quali l’esperienza umana non esisterebbe”. Oltre a ricordare la figura di Tommaso Moro “che non si è lasciato piegare dalle richieste di Enrico VIII che voleva sposare un’altra donna”, ha poi citato l’opera e l’insegnamento del cardinale John Henry Newman, ricordando che “appellarci alla coscienza è fondamentale”. Però, “lo stesso Newman diceva che se la coscienza è l’eco di Dio dentro di noi, nello stesso tempo, diceva che la coscienza deve essere formata”. È con questo obiettivo, ha ricordato, che la diocesi di Genova propone già da alcuni anni “una scuola di formazione politica che vuole essere e vuole procedere con umiltà e discrezione” alla luce della dottrina sociale della chiesa che, “per noi cristiani, è la declinazione della fede nella storia, la declinazione del vangelo nella vita, nella società, nella dimensione pubblica”.

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