Papa Francesco: a patriarcato ecumenico, “collaborazione” per cura del creato, lotta alle “schiavitù moderne” e “accoglienza e integrazione dei migranti”

“Di fronte alla preoccupante crisi ecologica che stiamo attraversando, promuovere la cura della casa comune per i credenti non è solo un’urgenza non più rimandabile, come per tutti, ma un modo concreto di servire il prossimo, nello spirito del Vangelo”. Lo ha detto il Papa, ricevendo oggi in udienza, nel Palazzo apostolico, la delegazione del patriarcato ecumenico di Costantinopoli, in occasione della festa dei santi Pietro e Paolo. Secondo Francesco, è “un bel segno la collaborazione tra Chiesa Cattolica e Patriarcato Ecumenico su altre questioni attuali, come la lotta contro le forme moderne di schiavitù, l’accoglienza e l’integrazione di migranti, profughi e rifugiati e la promozione della pace a vari livelli”. “La festa dei santi Pietro e Paolo, che ricorre nello stesso giorno nei calendari liturgici d’Oriente e d’Occidente, ci invita a rinnovare la carità che genera unità”, ha esordito il Papa: “Ci richiama, al tempo stesso, al coraggio apostolico dell’annuncio. Ciò significa anche impegnarsi a rispondere alle nuove sfide del nostro tempo. Pure questa è fedeltà al Vangelo”. Citando “il mio amato fratello” Bartolomeo, il Papa ha lodato inoltre “l’impegno del patriarca ecumenico per la salvaguardia del creato, che è stato per me fonte di ispirazione”.

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