Estate: Ospitalità religiosa, “turisti all’assalto delle case religiose”

“Un fenomeno che sembra inarrestabile, quello della ricerca di una vacanza che sia anche un’esperienza. Per non ripetere le consuete ferie commerciali e anonime, i turisti scoprono con sempre maggiore successo l’ospitalità offerta dalle case religiose presenti in tutte le regioni italiane”. Lo scrive in una nota l’associazione no profit Ospitalità religiosa italiana, che segnala come “anche per il 2019 gran parte di queste strutture sono aperte d’estate per il comune turista alla ricerca di un’accoglienza più familiare e di una vera esperienza di vita, pur nel necessario relax del momento”. “Nessun obbligo di partecipare alla vita comunitaria o di preghiera, ma sicuramente la scoperta di un’ambiente che non si limita al sorriso di circostanza e alla consegna delle chiavi”. Sono circa 800 le strutture gestite direttamente da parrocchie, diocesi e ordini religiosi, secondo l’associazione, cui si sommano altre 800 di proprietà religiosa la cui accoglienza è affidata ai laici. In tutto circa 120.000 posti letto in tutte le province italiane. “Dall’alta montagna delle Alpi alle riviere più ambite, dalle città d’arte ai panorami mozzafiato immersi nella natura. Un’offerta variegata che trova ancora spazio per i ritardatari dell’ultimo minuto, slegata com’è dai consueti canali commerciali del ‘tutto esaurito’ con mesi d’anticipo”. In quest’ottica nella nota viene ricordato il servizio offerto dal portale no-profit ospitalitareligiosa.it, gestito da volontari: la possibilità di selezionare il soggiorno ideale in base alle proprie necessità, senza intermediazioni e mettendo in contatto diretto gli utenti con le case. “Un servizio gratuito che non pesa economicamente sulle tasche soprattutto di chi fa già fatica a ritagliarsi una breve vacanza”. “Nel caso delle strutture religiose, invece, non essendovi intermediazione, gli ordini e le diocesi riescono a utilizzare parte dei proventi dell’ospitalità per le attività caritatevoli come le Caritas, le mense per i poveri, gli ostelli per i senza casa, le missioni nel Terzo Mondo”, segnala la nota.

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