Vita consacrata: mons. Perego (Ferrara), “non è separazione, ma passione per il popolo”

“Seguire Gesù significa non fermarsi alle domande, non essere preoccupati dei confronti, amare profondamente, avere la vita. Ogni anno anche la nostra vita di consacrazione scrive una nuova pagina”. Lo ha detto l’arcivescovo di Ferrara-Comacchio, mons. Gian Carlo Perego, nell’omelia della messa dedicata alla Vita consacrata che ha celebrato oggi nella chiesa di San Benedetto, a Ferrara. “Non dobbiamo lasciarci soffocare dalle domande, dai confronti – ha aggiunto il presule -, ma amare, non stancarci di vivere nell’amore a Dio e al prossimo: nonostante le difficoltà, le età, le incomprensioni; nonostante il male sembri far dimenticare il bene”. Ricordando che “ancora una volta Gesù ci ripete: ‘Tu seguimi’”, l’arcivescovo ha evidenziato che “la sequela di Gesù non è indipendentemente dai tempi, dalla storia, dal mondo, ma dentro il mondo”. “Il mondo chiede che la nostra consacrazione non si accomodi, ma si rinnovi continuamente”. Sostenendo che “la fede è dentro un popolo, si nutre del popolo”, mons. Perego ha affermato che ciò vale anche per “la fede di un uomo e una donna consacrata”. “La consacrazione non è separazione dal popolo, ma è passione per il popolo – ha aggiunto -. Questo amore per il popolo significa che la consacrazione ci rende vicini, in ascolto delle persone; capaci di un’eccedenza dell’amore, anche per chi non ci ama; capaci di educare; pronti a pregare per il popolo di Dio e di dimostrare un amore totale”. Infine, un monito. “La nostra scelta di una vita consacrata non restringe i confini del nostro amore, ma li allarga sempre più, coinvolge tutti, perché siamo le mani, i piedi, la voce, le orecchie e gli occhi del Signore in mezzo al mezzo al popolo di Dio”.

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