Affidi illeciti: Andria (pres. emerito Tribunale minorenni), “mi stupisco di questo business gestito dai servizi fuori di ogni controllo”

“In caso di allontanamento di un bambino dalla propria famiglia di origine e di affidamento a una famiglia terza ci sono un controllo del Tribunale dei minorenni e la possibilità per i genitori di costituirsi in giudizio e difendersi. In caso di povertà, c’è l’opportunità della nomina di un difensore di ufficio. Mi chiedo, allora, come sia stato possibile, nel caso della Val d’Enza, che siano stati fatti degli affidamenti senza che i genitori fossero convocati da un giudice. Per questo, quella di Reggio Emilia mi sembra una vicenda incredibile, sono rimasto sconvolto”. Lo dice in un’intervista al Sir pasquale Andria, presidente emerito del Tribunale per i minorenni di Salerno. “Ora bisogna attendere i risultati delle indagini: ci sono delle persone finite agli arresti domiciliari, degli elementi ci sono stati, ma nessuno di noi ha letto gli atti in possesso del pubblico ministero competente – evidenzia il giudice in pensione -. Certamente, ci sono situazioni urgentissime che richiedono da parte dei servizi un collocamento immediato del bambino fuori famiglia, ma nelle 24 ore successive il dossier arriva al pubblico ministero minorile e poi al giudice che agisce su impulso del pm. Alcuni operatori possono avere un entusiasmo della funzione che è fuorviante, ma fino a questo punto? Insomma, mi stupisco di questo business gestito dai servizi fuori di ogni controllo o con la complicità, dovremmo dire allora, della magistratura: tutto ciò mi lascia molto perplesso”.
Ma chi controlla su tutto l’iter dell’affidamento? “Il giudice tutelare o quello minorile, a seconda dei casi, se l’affido è consensuale o meno – spiega Andria -. Un caso è se ho di fronte una situazione familiare di fragilità soprattutto economica, per cui la famiglia non ce la fa a mantenere il figlio o i figli: in questa situazione bisognerebbe intervenire con dei sussidi economici, ma talvolta può essere utile procedere a un affidamento temporaneo etero familiare. Altro è se l’affidamento nasce come risposta alla situazione di bisogno del minore dentro un’indagine per abuso, cioè per un reato che ha come vittima il minore stesso: in questo caso, ribadisco, c’è il controllo del pm prima e del giudice poi”. perciò, “se le ipotesi trapelate dai giornali fossero vere, ci sarebbe in Italia, che con tutti i suoi problemi resta un Paese civile, un traffico di minori ordito da un’organizzazione criminale che comprende psicologi, operatori dei servizi, gli enti che erogherebbero i contributi, con la magistratura che sta a guardare!”.

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