Notizie del giorno: confessioni, Corea, eutanasia, occupazione, Mattarella in Austria, corridoi umanitari, incendio Oropa

Confessione: penitenzieria apostolica, sigillo sacramentale è assoluto, nessuna “azione politica o iniziativa legislativa” può violare il segreto

“Ogni azione politica o iniziativa legislativa tesa a ‘forzare’ l’inviolabilità del sigillo sacramentale costituirebbe un’inaccettabile offesa verso la libertas Ecclesiae, che non riceve la propria legittimazione dai singoli Stati, ma da Dio”, oltre che “una violazione della libertà religiosa, giuridicamente fondante ogni altra libertà, compresa la libertà di coscienza dei singoli cittadini, sia penitenti sia confessori. Violare il sigillo equivarrebbe a violare il povero che è nel peccatore”. È quanto si legge nella Nota della penitenzieria apostolica diffusa oggi, in cui si ribadisce che “l’inviolabile segretezza della Confessione proviene direttamente dal diritto divino rivelato e affonda le radici nella natura stessa del sacramento, al punto da non ammettere eccezione alcuna nell’ambito ecclesiale, né, tantomeno, in quello civile”. “La difesa del sigillo sacramentale e la santità della confessione – si ricorda al tempo stesso nella Nota – non potranno mai costituire una qualche forma di connivenza col male, al contrario rappresentano l’unico vero antidoto al male che minaccia l’uomo e il mondo intero; sono la reale possibilità di abbandonarsi all’amore di Dio, di lasciarsi convertire e trasformare da questo amore, imparando a corrispondervi concretamente nella propria vita”. (clicca qui)

Summit Trump-Kim: mons. Lazzaro You (Daejeon), “sogno che Papa Francesco possa andare presto a Pyongyang”

“Una buona notizia”. Non trattiene la gioia e l’emozione mons. Lazzaro You Heung-sik, vescovo di Daejeon, in Corea del sud, di fronte alle immagini storiche dell’incontro ieri tra il presidente degli Usa Donald Trump con il leader nordcoreano Kim Jong-un a Panmunjeom. I due leader si sono stretti la mano e poi Trump, primo presidente americano, è entrato in territorio nordcoreano. La stretta di mano e lo storico passo sono avvenuti proprio nel villaggio che è stato costruito sulla Dmz, la linea di demarcazione militare stabilita dall’armistizio del 1953. Gli obiettivi del dialogo sull’asse Washington-Pyongyang sono noti: “da una parte gli Stati Uniti che chiedono a Kim Jong-un di smantellare completamente l’arsenale nucleare. Dall’altra il leader nordcoreano si attende di avere in cambio la cancellazione di alcune sanzioni contro Pyongyang”. Come uscire dallo stallo delle richieste e delle attese? “Procedendo senza fretta, step by step, passo dopo passo”, risponde il vescovo da Daejeon. “Questo consentirebbe ad entrambe le parti di aprire piccoli ma costanti spiragli di incontro”. Mons. Lazzaro You rivela poi che “sogno e prego che il Papa possa andare in Corea del Nord”. “Una visita del Papa a Pyongyang – rileva – consentirebbe al leader nordcoreano di riconquistare la fiducia della comunità internazionale nei confronti del Paese. (clicca qui)

Eutanasia: don Maffeis (Cei), “la Chiesa italiana segue con apprensione l’iter delle proposte di legge in Parlamento”

“Il cardinale Bassetti, e con lui tutta la Chiesa italiana, segue con apprensione l’iter delle proposte di legge presentate in Parlamento in materia di eutanasia perché reputa preziosa e degna di rispetto ogni vita, in particolar modo quella fragile e indifesa, ma soprattutto perché ha molto a cuore il destino di ogni uomo”. Lo dichiara al Sir don Ivan Maffeis, sottosegretario della Cei e direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali, in merito all’interesse della Chiesa italiana sul tema dell’eutanasia in vista della sentenza della Corte Costituzionale in materia del 24 settembre, pronunciamento che avverrà se la Camera non legifererà prima. Oggi stesso il presidente della Cei, card. Gualtiero Bassetti, ha annunciato di aver “già deciso di intervenire al riguardo, ne parleremo in una riunione convocata a breve con gli organismi interni”. (clicca qui)

Lavoro: Istat, a maggio occupazione in crescita (59%). Il tasso di disoccupazione giù al 9,9% toccando il minimo dal 2012

Dopo la sostanziale stabilità registrata ad aprile, a maggio la stima degli occupati risulta in crescita rispetto al mese precedente (+0,3%, pari a +67mila); anche il tasso di occupazione sale al 59,0% (+0,1 punti percentuali). Si tratta del valore più alto da quando sono disponibili le serie storiche, ovvero dal 1977. Lo ha comunicato oggi l’Istat, diffondendo i dati provvisori su “Occupati e disoccupati” a maggio 2019. L’aumento fatto registrare a maggio, spiega l’Istat, – “porta la stima degli occupati oltre i livelli massimi storici, sia in termini assoluti sia come incidenza sulla popolazione. La crescita occupazionale riguarda in particolare gli uomini e si distribuisce tra dipendenti permanenti, a termine e indipendenti. I dipendenti superano per la prima volta il livello di 18 milioni di unità”. Stando ai dati diffusi, a maggio il tasso di disoccupazione è calato al 9,9% (-0,2 punti percentuali). Il calo interessa tutte le classi d’età tranne i 35-49enni tra i quali risulta stabile. Tra i 15-24enni, il tasso di disoccupazione scende al 30,5% (-0,7% rispetto ad aprile). (clicca qui)
Allargando lo sguardo anche fuori dall’Italia, il tasso di disoccupazione destagionalizzato dell’area dell’euro (19 Paesi che adottano la moneta unica) è stato del 7,5% a maggio 2019, in calo dal 7,6% dell’aprile precedente e dall’8,3% nel maggio 2018. “Si tratta – segnala Eurostat, che ha diffuso i dati – del tasso più basso registrato nell’area dell’euro dal luglio 2008”. La disoccupazione nell’Ue28 era del 6,3% a maggio 2019, in calo dal 6,4% nell’aprile 2019 e dal 6,9% nel maggio 2018. “Si tratta in questo caso del tasso più basso registrato nell’Ue dal gennaio 2000”. Eurostat stima che i disoccupati nell’Ue siano ora 15 milioni e 653mila. (clicca qui)

Economia: Mattarella, “procedura di infrazione non ha ragione di essere aperta”

“Noi crediamo che la procedura di infrazione non abbia ragione di essere aperta. Il disavanzo di bilancio in Italia è passato dal 2,4 al 2,1 tra il 2017 e il 2018. L’avanzo primario è passato dall’1,4 all’1,6 dal 2017 al 2018. Il che indica due dati positivi di trend dei conti pubblici”. Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a Vienna, rispondendo alle domande dei giornalisti al termine del colloquio con il presidente austrico Van der Bellen in occasione della visita in Austria. Il Capo dello Stato ha sottolineato che “in più vi è una condizione di base dell’economia italiana di grande solidità. Non a caso l’Italia è la terza economia dell’Unione ed è la seconda manifattura d’Europa”. “Credo che il Governo italiano – ha proseguito Mattarella – stia presentando alla Commissione europea tutti gli elementi per dimostrare che i conti saranno in ordine, che le indicazioni sono rassicuranti e che non vi sia motivo di aprire la procedura d’infrazione”. Il presidente della Repubblica ha risposto anche ad una domanda sulla vicenda della Sea-Watch 3 e le polemiche, anche a carattere internazionale, che ne sono seguite auspicando “un abbassamento generale dei toni, perché questo consente di affrontare con maggiore serenità e concretezza ogni questione”. Mattarella ha evidenziato la necessità che “il fenomeno migratorio sia governato dall’Unione europea nel suo complesso”. “Soltanto l’Unione europea, come tale, può avere un rapporto collaborativo che faccia crescere il Paese da cui nascono i flussi migratori perché chi è a disagio rimanga nel proprio Paese e possa regolare i transiti in maniera ordinata, legale e sostenibile”, ha evidenziato il presidente, rimarcando che “questo può farlo l’Europa nel suo complesso, l’Unione. Non un singolo Paese”. (clicca qui)

Migranti: Fico (Camera), “non si gestisce fenomeno costruendo muri”. Forti (Caritas), “trafficanti non si combattono solo con motovedette”

“Dobbiamo pretendere solidarietà e condivisione da parte degli altri Paesi europei ma non possiamo pensare di farlo sulla pelle delle persone. Mai. Non si gestisce fenomeno migratorio costruendo muri”. Lo ha affermato oggi a Roma Roberto Fico, presidente della Camera dei deputati, aprendo l’incontro a Montecitorio sui “Corridoi umanitari per un’Europa solidale”. “Tutti i muri – ha proseguito – sono destinati ad essere superati ed abbattuti. Lo dice la nostra storia”. Durante il suo intervento il presidente della Camera ha criticato “la contrapposizione ideologica e polarizzazione che favoriscono posizioni estreme e semplicistiche”, apprezzando invece il modello “esemplare” dei corridoi umanitari, che ha portato in Europa oltre 2500 persone, tra cui 2000 in Italia. (clicca qui)
Per Oliviero Forti, responsabile area immigrazione di Caritas italiana, “percorsi complementari e alternativi come i corridoi umanitari sono un modo concreto per combattere i trafficanti di esseri umani. Perché i trafficanti non si combattono solo a colpi di motovedette”. Nel suo intervento al convegno, Forti ha messo in evidenza come nel nostro Paese sul tema migrazioni “stiamo assistendo ad una delegittimazione e messa sotto accusa del terzo settore nonostante i nostri sforzi. Questo sta creando una frattura tra società civile e istituzioni. Invece il modello pubblico/privato è il modo più efficace per gestire il fenomeno e mantenere vivo il patto di solidarietà. Ma bisogna evitare una delega totale, anche economica, alla società civile”. Forti ha auspicato che il convegno di oggi “sia l’inizio di un rinnovato rapporto tra terzo settore e istituzioni”. (clicca qui)

Santuari: Oropa, incendio nella Cappella dei Lumini. Danni limitati, p. Berchi (rettore): “poteva andare molto peggio”

Un incendio ha danneggiato seriamente la Cappella dei Lumini del santuario di Oropa, nella diocesi di Biella in Piemonte. Tutto è accaduto ieri, domenica, dopo la chiusura della Cappella al pubblico alle 19.15. Cause ancora da accertare, anche se pare che il rogo sia stato scatenato dai tantissimi lumini avvolti in involucri di plastica e accesi uno accanto all’altro. Le fiamme, complice il gran caldo, potrebbero essersi poi propagate alle scatole di lumini di scorta. A notare il fumo, attorno alle 20 di sera, sono stati alcuni visitatori che hanno dato subito l’allarme richiamando l’attenzione del presidente della funivia che da Biella porta ad Oropa, degli addetti alla stessa e del rettore del santuario, padre Michele Berchi. Tutti insieme hanno cercato di spegnere l’incendio che, successivamente, è stato domato dai Vigili del fuoco che hanno evitato così il propagarsi delle fiamme ad altre aree del santuario. Nell’incendio è finita bruciata una statua della Madonna (simbolo della Cappella), oltre che altre immagini votive. Incerto, ad oggi, l’ammontare dei danni. Sulle cause del rogo e sul valore di quanto è andato perduto, stanno comunque indagando i Carabinieri. Padre Michele Berchi rettore del santuario ha voluto esprimere un ringraziamento ai “pellegrini che hanno dato l’allarme e poi hanno aiutato a domare le fiamme insieme ai dipendenti della funivia”. Proprio l’intervento quasi immediato ha evitato il peggio. “Se non fossero intervenuti subito, le fiamme sarebbero arrivate ai piani superiori e oggi saremmo in tutt’altra situazione”. (clicca qui)

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