Venezuela: indignazione dentro e fuori il Paese per la tortura e l’uccisione del capitano Acosta Arévalo

Indignazione in Venezuela e nella comunità internazionale per la morte del capitano di corvetta Rafael Acosta Arévalo. Secondo l’opposizione è morto dopo essere stato torturato da agenti della direzione generale di controspionaggio militare. Il capitano, che si era staccato da Maduro, era stato arrestato il 21 giugno con l’accusa di colpo di stato e venerdì era arrivato i n tribunale in sedia a rotelle, mostrando evidenti segni di tortura. L’arcivescovo di Ciudad Bolivar, mons. Ulises Gutiérrez ha twittato: “L’assassinio del capitano Rafael Acosta Arévalo è la degradazione massima del corpo militare. Poco o nulla si può sperare da Forze armate che permettono la tortura e l’uccisione di uno dei suoi membri. Il Venezuela piange impotente di fronte a un regime criminale”.

Il Gruppo di Lima, composto dai Governi latinoamericani che riconoscono la presidenza di Juan Guaidó, ha emesso ieri un duro comunicato di condanna per l’accaduto. Si legge nella nota: “Il Gruppo di Lima condanna le continue pratiche di detenzione arbitraria e torture alle quali il regime illegittimo di Nicolás Maduro sottomette coloro che considera suoi oppositori e chiede con urgenza alla comunità internazionale, e in particolare all’Ufficio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti umani, ad agire senza indugio perché i diritti dei venezuelani siano ristabiliti e la loro integrità si protetta”. Condanna anche dall’Unione europea, attraverso l’Alto rappresentante per gli Affari esteri Federica Mogherini, secondo la quale quanto accaduto dimostra “la natura arbitraria del sistema giudiziario” in Venezuela.

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