Povertà: card. Bassetti, “non alimentare un clima di divisione sociale”

foto SIR/Marco Calvarese

“Sui poveri non ci è dato di dividerci né di agire per approssimazione”. Così l’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, il card. Gualtiero Bassetti, commentando i dati del “Rapporto sulle povertà in Umbria 2019”, che segnala come “da alcuni anni la povertà assoluta è più diffusa tra i giovani e i giovanissimi che tra gli anziani, in Italia e ancor più in Umbria”. “Venticinque anni fa, il reddito medio dei giovani superava del 10 per cento quello degli anziani; oggi è inferiore del 20 per cento. Il lavoro non basta più: in Umbria 11 famiglie su cento con capofamiglia occupato, anche giovane, sono assolutamente povere”, segnala il rapporto. Tra gli altri dati, quello sulla povertà relativa, pari al 14,3%, in crescita rispetto al 12,6% dell’anno precedente. In valori assoluti, il fenomeno povertà in Umbria interessa oltre 50 mila famiglie. “C’è un grande tema che forse non è stato sufficientemente tematizzato nel dibattito pubblico: gli effetti di lungo periodo della crisi economica nella società italiana – evidenzia il cardinale –. Effetti dolorosi che hanno investito famiglie e imprese, giovani e anziani, territori e città, con ripercussioni profonde nel tessuto connettivo del nostro Paese. Effetti a volte devastanti che hanno contribuito a produrre un clima sociale per molti aspetti inedito, un vento grigio, pregno di indifferenza, acredine e diffidenza rancorosa verso l’altro ma soprattutto verso gli ultimi”. Il monito di Bassetti è quello di “non alimentare un clima di divisione sociale, fatto di confusione e di incertezza, rimuovendo quei valori di umanesimo cristiano che sono invece alla base della nostra civiltà”. “Dobbiamo avere la forza di andare controcorrente, vivendo con serenità questo difficile periodo come stagione di conversione, di rigenerazione, di speranza”. Riconoscendo il ruolo “fondamentale” affidato alla Chiesa, il cardinale sostiene che “un compito ugualmente cruciale è demandato alla politica”: “Ha una vocazione altissima, quella di perseguire il bene comune, di costituire – come avrebbe detto La Pira – un ‘impegno di umanità e di santità’”.

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