Ágnes Heller: quella volta che al Sir offrì una lettura critica sull’Europa. “Orbanismo forma di tirannia”

“Oggi si difende ‘il nostro’ contro l’altro e lo si fa per un’ideologia che ci porta a schierarci sempre contro qualcuno”. Così la filosofa ungherese Ágnes Heller, scomparsa oggi, al Sir offrì una lettura critica del momento attule, a margine di una sua conferenza a Bressanone, dove è stata ospite nello scorso mese di marzo dello Studio teologico accademico e dell’Accademia Cusanus. “C’è da chiedersi oggi se l’Europa sopravviverà. È di grande attualità il dibattito sui migranti e sull’accoglienza degli stranieri che arrivano a bussare alle nostre porte. In Europa ha preso piede quello che chiamo l’orbanismo’, che è una forma di tirannia diversa da quelle che hanno caratterizzato il Novecento (come ad esempio nazismo e fascismo) – spiegava -. È una tirannia che non prevede più il pluralismo”. E sul futuro dell’Europa rifletteva dicendo che “oggi c’è chi guarda all’Unione europea come al nemico da distruggere”. “Ma una volta distrutta l’Europa, questi cercheranno un nuovo nemico da distruggere e, così facendo, si rivolteranno l’uno contro l’altro, finendo per farsi la guerra”. Il rischio indicato era quello di “ricadere in una guerra”. “È per questo che è fondamentale avere un pensiero critico, capace di leggere i segni e i pericoli di questo tempo”.

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