Misericordie: l’arciconfraternita di Prato ha festeggiato i suoi 431 anni. Il ringraziamento e il saluto a mons. Agostinelli

“Grazie al vescovo Franco perché in questi anni non ha mai fatto mancare l’apprezzamento per le nostre molteplici attività e per il prezioso impegno profuso dai nostri confratelli e consorelle”. Lo ha detto ieri Gianluca Mannelli, proposto dell’arciconfraternita della Misericordia di Prato, al termine della Messa celebrata da mons. Franco Agostinelli, che lascia dopo sette anni di episcopato la diocesi per raggiunti limiti di età, in occasione dei 431 anni di fondazione dell’istituzione. Ogni anno, il 22 luglio, la Misericordia di Prato si riunisce per ricordare il pellegrinaggio compiuto quel giorno nel 1588 da 30 pellegrini che partirono dal centro cittadino per andare a Loreto e al loro ritorno decisero di dar vita a una compagnia impegnata nella carità e nel servizio del prossimo. Oggi l’arciconfraternita conta 50mila iscritti e 2mila volontari. Per mons. Agostinelli è stata l’ultima festa della fondazione da amministratore apostolico di Prato; il prossimo 7 settembre infatti passerà il testimone a mons. Giovanni Nerbini. Tuttavia il suo impegno a favore della Misericordia continua in “qualità di correttore nazionale del movimento”, ha sottolineato Alberto Corsinovi, presidente della Federazione regionale. “Essere Misericordia vuol dire servire, così come essere cristiani vuol dire servire e il primo servizio è l’attenzione verso gli altri”, ha detto Agostinelli nell’omelia della messa concelebrata con il vicario generale, mons. Nedo Mannucci, e don Paolo Cioni, correttore della Confraternita di Calenzano affiliata alla Misericordia di Prato. Poi, parlando ai volontari e ai presidenti delle sezioni, ha ribadito che è soprattutto “l’incontro con il Signore che ci permette di essere davvero testimoni di Misericordia”..

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