Commissione Ue: Dombrovskis, “le nostre forti norme antiriciclaggio non sono state applicate allo stesso modo in tutte le banche e in tutti i Paesi dell’Ue”

(Bruxelles) “L’1% del Pil dell’Ue, che è pari al bilancio annuale dell’Ue, è coinvolto in attività sospette” e a questo denaro si rivolge il pacchetto di misure che oggi la Commissione europea ha adottato: “Aiuteranno le autorità europee e nazionali ad affrontare meglio i rischi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo”. Un punto debole, sottolineato oggi in conferenza stampa dal commissario Valdis Dombrovskis, è “che le nostre forti norme antiriciclaggio non sono state applicate allo stesso modo in tutte le banche e in tutti i Paesi dell’Ue”. Questa “frammentazione normativa e della vigilanza, unita alla diversità dei compiti, dei poteri e degli strumenti a disposizione delle autorità pubbliche”, rende fragile la lotta al riciclaggio. Particolarmente deboli sono le situazioni transfrontaliere, così come da rafforzare sono gli strumenti di vigilanza. La lotta al riciclaggio è uno dei capitoli che la Commissione Juncker – che ha adottato la quarta direttiva antiriciclaggio nel 2017 e la quinta nel 2018 – lascia in eredità a quella presieduta da Ursula von der Leyen: sta crescendo la “volontà politica” di affrontare il problema, ha affermato Dombrovskis, anche se resta “la diversità di posizioni tra Consiglio e Parlamento” sul tema, come si vede dal fatto che “la preparazione della lista dei Paesi ad alto rischio è fermo da tempo”.

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