Ecumenismo: 56ª sessione Sae. Don Savina (Cei), “i tempi sono quelli di Dio e l’unità innanzitutto è il suo desiderio prima di essere il nostro”

“Sono commosso ed emozionato di stare in mezzo a voi; mai avrei pensato di presiedere l’Eucarestia a una sessione del Sae”: lo ha detto, ieri sera, don Giuliano Savina, direttore dell’Ufficio nazionale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della Cei, nell’omelia della Messa che ha concluso la seconda giornata della 56ª sessione di formazione ecumenica del Sae (Segretariato attività ecumeniche), in corso ad Assisi. Lo ha reso noto stasera, in un comunicato, lo stesso Sae. Commentando dal Vangelo di Luca il brano della visita di Maria ad Elisabetta, avvenuta tra due annunci e una nascita, don Savina ha affermato: “L’esperienza del Sae sta nella Chiesa come l’esperienza gravida di un qualcosa che non dipende da te e che sconvolge la tua vita. Questo è un luogo gravido dove lo Spirito è in azione e dove prende un corpo che sta tra gli annunci e la nascita”. In questo terreno di passaggio che apre a un tempo nuovo “c’è tutta la storia dell’ecumenismo, del dialogo interreligioso, qui ci stanno dentro tutti i documenti scritti e firmati e quelli ancora sospesi. Questo è un passaggio straordinario, ma chi lo sopporta? Perché questa cosa va sopportata e supportata”. Ecco allora l’incoraggiamento di chi è delegato a sostenere la realtà dell’ecumenismo nelle diocesi italiane: “Il Sae ha veramente un compito straordinario dello Spirito e questo seme non può essere disperso, ma chiede a tutti una coerenza e responsabilità straordinaria. I tempi sono quelli di Dio e l’unità innanzitutto è il suo desiderio prima di essere il nostro”.

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