Economia: Zamagni, “quella tradizionale ha finito il suo tempo“

“L’economia tradizionale ha finito il suo tempo. Oggi non è più in grado di permetterci di risolvere dei nuovi nodi”. Lo ha detto Stefano Zamagni, professore ordinario di Economia politica all’Università di Bologna, intervenendo alla IX edizione della Summer School residenziale sull’economia civile, promossa per i giovani fino a 30 anni, dal Centro di Cultura di Taranto “Giuseppe Lazzati”. Il percorso intensivo si svolge a Fasano, nel Comune di Brindisi. “Il paradigma dell’economia civile, che guarda caso è tutto italiano, anzi del Mezzogiorno d’Italia – ha proseguito Zamagni- offre la possibilità concreta di riprendere un cammino che era stato interrotto nella prima metà del 1700. Non significa cancellare l’economia politica, che mantiene degli aspetti utili ed interessanti ma bisogna toglierle l’alone di dogmatismo ed autoreferenzialità che ha sempre avuto. Non si riesce a capire perché il metodo scientifico, che presuppone l’approccio critico e dialettico, non debba valere anche per l’economia e debba esserci, invece, un’unica categoria che si impone su tutto il resto”. Un tempo difficile, il nostro, che non può essere banalizzato, anche nella soluzione dei problemi. “Molti confondono il complesso con il complicato. Complesso, in latino, vuol dire cucito assieme e le cose complesse non necessariamente sono cose complicate, richiedono solo un’aggiunta di saggezza e l’adozione di un concetto di responsabilità che coincide con il prendersi cura. Responsabilità non è solo imputabilità per quel che si fa – ha concluso – ma soprattutto per quel che non si fa. Ecco perché per risolvere le questioni complesse, ci vuole da un lato saggezza, dall’altro recuperare il senso del caricarsi sulle spalle il senso delle cose”.

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