Migranti: mons. Cabrejos (Celam), “le loro sofferenze gridano al cielo”. Solidarietà ai vescovi di Messico, Guatemala ed El Salvador

“Con i nostri fratelli nell’episcopato, riaffermiamo la nostra preoccupazione” per la gravissima situazione dei migranti che si trovano negli Stati Uniti, “in primo luogo per coloro che rischiano di essere espulsi, separati dai loro figli o che si trovano alla frontiera in condizioni realmente inumane”. La loro situazione e le loro sofferenze “gridano al cielo”. Lo scrive, in un messaggio, il presidente del Consiglio episcopale latinoamericano (Celam), mons. Miguel Cabrejos Vidarte, arcivescovo di Trujillo (Perù), facendo seguito ai precedenti messaggi diffusi negli ultimi giorni dai vescovi di Guatemala, El Salvador e Messico.
Prosegue il presidente del Celam: “Non c’è dubbio che la prima responsabilità è delle autorità dei Paesi d’origine, che attraverso scelte politiche sono chiamate a garantire il benessere dei loro cittadini perché non si trovino nella necessità di migrare. Al tempo stesso, ogni patto o accordo tra Paesi dev’essere orientato a garantire il benessere delle proprie popolazioni, specialmente dei più vulnerabili”.
Mons. Cabrejos sottolinea l’importante invito di Papa Francesco a non cadere nella “globalizzazione dell’indifferenza” e ad accogliere, proteggere, promuovere e integrare non solo i migranti, ma “tutti coloro che si trovano nelle periferie esistenziali”.

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