Politica: p. Occhetta (CONnessioni), “i giovani devono scommettere sul valore della dignità della persona”

“Discernere in politica vuol dire almeno tre cose: distinguere il bene e il male; scegliere in mezzo ai conflitti di interesse il bene di tutti; concepire la politica come un servizio basato sulla competenza e l’onestà e non come una professione per scalare socialmente”. Ad affermarlo è il gesuita e scrittore de “La Civiltà Cattolica”, padre Francesco Occhetta, promotore di CONnessioni, una comunità di giovani che dal 2009 si incontra per confrontarsi sui grandi temi della politica, intervenuto alla prima edizione della Summer School diocesana di formazione sociopolitica, promossa dal Vicariato di Roma, dal titolo “Da Moro a Moro… and more”, in corso a Villa Campitelli, a Frascati, fino al 27 luglio. Per Occhetta, la “costituzione italiana è l’esempio di come un popolo può discernere”: “E’ un evento di coscienza sociale che ha spinto i costituenti a scommettere sul valore della ‘dignità’ della persona dopo l’esperienza di sudditanza e di umiliazione vissuta nell’ordinamento fascista e nelle terribili conseguenze della guerra”. In conclusione, padre Occhetta nel sottolineare come “oggi sia in crisi la forma di politica, legata alla partecipazione, ai partiti, alle appartenenze ideologiche”, ha fatto notare come stiano fiorendo anche forme di politica “che puntano sulla condivisione, la cooperazione, il consenso sui temi”: “Nei giovani dobbiamo avere fiducia e dare loro responsabilità, pagare i loro lavori e permettere loro di progettare”.

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