Colombia: oggi in tutto il mondo mobilitazione per assassinio dei leader sociali. Vescovi, “sommare gli sforzi per difendere la vita”

La Chiesa colombiana manifesta appoggio e si unisce idealmente a coloro che oggi manifesteranno “per esprimere la propria condanna rispetto all’assassinio di tanti leader sociali, che stavano operando per il bene delle loro comunità, e per unirci in una sola convinzione: che la vita è sacra e che insieme siamo chiamati a costruire un Paese riconciliato e in pace. Invitiamo, sempre domani a suonare le campane delle chiese, come un appello all’impegno di tutti a favore della vita”.
Le manifestazioni si terranno nelle principali città colombiane, ma anche all’estero. A Roma, in adesione alla mobilitazione internazionale, si terrà alle 19 un flashmob in piazza di Santa Maria di Loreto, seguita da una marcia pacifica lungo la via dei Fori imperiali.
Il messaggio, diffuso dalla Conferenza episcopale colombiana, è firmato tra gli altri dal presidente, mons. Oscar Urbina Ortega, arcivescovo di Villavicencio. “Noi vescovi cattolici della Colombia – si legge – manifestiamo profondo dolore perché la violenza continua a distruggere la vita di molti fratelli e sorelle in tutto il territorio nazionale; preghiamo per loro e solidarizziamo con le loro famiglie. Ci provoca immensa tristezza il fatto che ogni giorno riceviamo notizie di omicidi, combattimenti e attentati che si prendono delle vite. Assistiamo con costernazione a forme sempre più atroci e degradanti di morte”.
Prosegue il messaggio: “Come ci ha detto Papa Francesco nella sua visita del 2017, la morte si converte in strumento per proteggere affari illeciti e per imporre con la forza interessi o idee particolari”.
I vescovi ribadiscono che la vita “è santa e inviolabile, un diritto supremo e fondamentale”. E invitano il popolo colombiano a “sommare i propri sforzi per promuovere e difendere con coraggio la vita di tutti i nostri fratelli, particolarmente i più deboli e bisognosi. Serriamo le fila contro la cultura della morte per essere un popolo che serve la vita!”.

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