Pace: Istituto Toniolo, “ogni giorno è buono per costruire la pace in Italia, in Europa e nel mondo”

Le città, l’Italia, l’Europa, il mondo sono i campi di azione degli impegni esplicitati dal Manifesto per un futuro di pace, diffuso oggi a conclusione della summer school “Building future on peace”. Di fronte alle violenze che nelle città si consumano contro i deboli e “chi è diverso, per cultura, religione, etnia, orientamento sessuale – si legge nel Manifesto – ci impegniamo a promuovere la pace attraverso azioni di giustizia sociale, riscrivendo la geografia delle relazioni umane tra centro e periferie. Riteniamo necessario riconnettere il tessuto delle nostre comunità, promuovendo una sicurezza non basata su muri di separazione, ma su legami di solidarietà”, con l’aiuto della politica, a cui viene chiesto, tra l’altro, “responsabilità, lungimiranza, ascolto dei cittadini, politiche che rendano gli spazi luoghi da abitare”. All’Italia viene chiesto di “disarmare la lingua e le mani” e un impegno concreto: “Dirottare le risorse destinate all’economia della guerra ad un’economia della pace”. Il disarmo riguarda anche l’Europa: “Le armi ‘made in Ue’ e gli accordi commerciali iniqui tradiscono la sua autentica vocazione di pace” scrivono. L’impegno del manifesto a rilanciare lo spirito di Ventotene si unisce alla richiesta di una “tassa sulle transazioni finanziarie speculative” e del rafforzamento del progetto Erasmus. A livello mondiale, il richiamo è al rispetto dell’ambiente alla “fraternità come dimensione costitutiva dell’umanità”, perché, oltre gli slogan “ogni giorno è un buon giorno per ‘fare’ la pace”, conclude il Manifesto.

 

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