Sanità: mons. Nosiglia (Torino), “l’accorpamento di ospedali specializzati accentua l’anonimato nelle relazioni”

“La scelta di puntare sulla chiusura di ospedali specializzati, ma giudicati troppo modesti, per accorpamenti, risponde a esigenze economiche e forse di maggiore sicurezza, ma accentua sempre più l’anonimato nelle relazioni tra pazienti e personale, tra ambiente umanizzato e puramente funzionale, con il rischio di incrementare la trasformazione dell’ospedale in un’azienda che risponde alle esigenze del mercato e della concorrenza”. Lo ha detto stamani l’arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia, nell’omelia della Messa conclusiva della venerazione delle reliquie di Santa Bernadette, nella parrocchia Gran Madre di Dio. Il riferimento del presule a una serie di scelte delle amministrazioni locali. Un riferimento citato è alla “decisione di chiudere alle Molinette quasi un intero reparto, con 24 posti letto, per mancanza di operatori sanitari”. “Ma – ha aggiunto l’arcivescovo – penso anche a una persistente, lunga attesa per analisi o visite specialistiche; a pronti soccorso superaffollati, con la conseguenza che non pochi pazienti vengono parcheggiati per ore e ore nei corridoi”. E, ancora, “la scarsità di assistenza domiciliare per disabili o anziani non autosufficienti; tutta una serie di persone che non sono in grado di procurarsi le medicine necessarie per la salute loro o dei propri cari, a causa dei costi eccessivi”. Infine, la denuncia da parte di mons. Nosiglia della “precaria situazione di salute fisica, morale e sanitaria di tanti bambini e minori, esposti oggi a situazioni di violenza fisica e morale e a malattie spesso rare o comunque bisognosi di un accompagnamento costante e specializzato, non solo sul piano delle terapie ma dell’umanità”.

 

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