Usa: la Corte suprema autorizza Trump a utilizzare i fondi per il muro con il Messico

(da New York) La Corte suprema degli Stati Uniti ha autorizzato il presidente Trump a utilizzare 2,5 miliardi di dollari dei fondi del Pentagono per ampliare il muro al confine con il Messico. La proposta avanzata dal presidente in febbraio era stata bloccata da un giudice della California: ieri con 5 voti favorevoli e 4 contrari i giudici hanno consentito che si attinga al denaro anche se non è totalmente risolta la questione giudiziaria. Varie corti d’appello e contenziosi attorno alla costruzione del muro ritarderanno il progetto di mesi, ma il presidente ha salutato il risultato come una vittoria perché in ogni caso entro settembre potrà firmare contratti di impegno con le ditte costruttrici per non perdere i fondi ricevuti; tuttavia questo non implica l’autorizzazione alla costruzione anche perché molti dei terreni di confine appartengono a privati, associazioni e persino a diocesi cattoliche che negli scorsi mesi hanno persino vietato sopralluoghi da parte dell’Agenzia per la sicurezza delle frontiere.

L’annuncio dellla decisione della Corte è arrivato mentre in New Messico, a Sutherland Park, si sta tenendo un simposio con centinaia di partecipanti proprio sulla costruzione del muro a cui sono stati invitati esponenti delle forze dell’ordine, familiari di vittime di delitti commessi da migranti, membri dell’amministrazione e politici. Tra gli speaker attesi c’è anche Steve Bannon che concluderà la tre giorni di workshop e conferenze. Sempre ieri, poi, Trump ha firmato un accordo con il Guatemala per rallentare il flusso dei migranti, che prima di intraprendere un viaggio verso gli Usa dovranno fare richiesta d’asilo nel loro Paese d’origine. Il pronunciamento della Corte ha aperto una riflessione giuridica sui poteri della branca esecutiva del governo, che ha bypassato il Congresso in una decisione che ne avrebbe richiesto il voto. Può un presidente utilizzare fondi militari per costruire barriere di confine quando non si minaccia un conflitto e non confrontarsi con il potere legislativo che dovrebbe autorizzare tale spesa? La questione sta tenendo banco tra i giuristi e probabilmente sarà anche uno dei cavalli di battaglia di Camera e Senato, perché lo scorso febbraio proprio il rifiuto del Congresso di piegarsi alle direttive presidenziali sul capitolo di spesa relativo al muro aveva provocato il più lungo arresto dell’attività governativa nella storia della nazione, mostrando quanto l’equilibrio dei poteri dello Stato sia fondamentale per la tenuta democratica del Paese.

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