Migranti: Sae, adesione all’appello di Clarisse e Carmelitane a Mattarella e Conte

È stata votata e approvata l’adesione dei partecipanti alla plenaria della sessione ecumenica del Sae alla lettera inviata dalle clarisse e carmelitane scalze al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in favore dei migranti e rifugiati che cercano protezione in Italia. L’incontro si è concluso sabato scorso ad Assisi. Durante le giornate della plenaria, ai momenti di riflessione si sono alternati alcuni narrazioni e spettacoli come quello di Marco Campedelli “La passione secondo Giovanni: raccontare la profezia dell’abate Franzoni”, che ha rievocato la figura di un cristiano che ha cercato di vivere e divulgare lo spirito del Concilio Vaticano II. “La sessione del Sae – segnala una nota – ha valorizzato il contesto francescano, sia nella tematica, il rapporto con la povertà e i beni della terra, sia nella scelta dei luoghi che hanno ospitato le liturgie: al santuario di Rivotorto si sono svolti i Vespri ortodossi, nella basilica di Santa Maria degli Angeli una delle preghiere ecumeniche. La Domus Pacis, sede del convegno, ha ospitato nella sua cappella all’aperto l’Eucaristia e la Santa Cena. L’ultima liturgia è stata la preghiera ecumenica di accoglienza dello Shabbat”. Nelle conclusioni, il presidente del Sae, Piero Stefani, ha ripreso il tema della povertà, che è stato affrontato durante la settimana in diverse declinazioni. “Quello che possediamo non è nostro, perché la terra è di Dio, e ciò che ci viene chiesto di offrire non è che una restituzione. Oggi però la maggior parte dell’umanità vive in povertà estrema e solo una parte minima gode delle ricchezze naturali che spesso ‘rapina’ alle regioni del sud del mondo, Africa e Amazzonia in primis – ha detto Stefani -. Di fronte anche al problema dell’inquinamento, dei cambiamenti climatici e dello sfruttamento indiscriminato dei beni primari si può agire a livello personale e comunitario attraverso il cambiamento degli stili di vita e la riduzione dei consumi ma resta l’interrogativo di come intervenire sul macro”. Don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio Cei per i problemi sociali e il lavoro, ha interpellato l’assemblea sulla destinazione universale dei beni che il Vangelo prima e una ininterrotta tradizione cristiana, che arriva a Francesco autore dell’Evangelii gaudium e della Laudato si’, chiede di promuovere e realizzare.

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