Notizie Sir del giorno: funerali carabiniere ucciso, padre Dall’Oglio, infermiere di parrocchia, proteste ad Hong Kong, Overshoot day, manifestanti arrestati in Russia

Funerali carabiniere ucciso a Roma: mons. Marcianò (ordinario militare), “venga fatta giustizia” ed “eventi come questo non accadano più”

“Quanto è accaduto è ingiusto! E l’essere qui, professare la nostra fede in Cristo Risorto, non ci esime, anzi ci obbliga, alla denuncia di ciò che è ingiusto. Ci spinge, oggi, a levare un grido che si unisce alla tante e diverse voci che in questi giorni hanno formato un unico coro, testimoniando la straordinarietà dell’uomo e del carabiniere Mario, ma anche chiedendo che venga fatta giustizia e che eventi come questo non accadano più”. Lo ha detto mons. Santo Marcianò, l’ordinario militare per l’Italia, nell’omelia della celebrazione, a Somma Vesuviana, delle esequie del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, il carabiniere ucciso a Roma nella notte del 26 luglio mentre, con un collega, era impegnato in una operazione in borghese. L’ordinario ha celebrato le esequie del vicebrigadiere nella chiesa di Santa Croce, in Santa Maria del Pozzo, dove poco più di un mese fa si era sposato con Maria Rosaria. (clicca qui)
Il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, il generale Giovanni Nistri, intervenuto al termine del funerale, ha avanzato una richiesta: “L’autopsia ha indicato che Mario è stato trafitto da 11 coltellate. Si eviti la dodicesima coltellata al cuore d’oro di Mario. Sono giusti e legittimi i dibattiti, ma non oggi. E i toni e i modi non siano la dodicesima coltellata”. Rivolgendosi poi alla famiglia del carabiniere, Nistri ha detto che “noi non possiamo sostituire chi non c’è più, ma cercheremo di starvi vicini non come obbligo formale, ma perché è quello che si fa in una famiglia”. “Voi continuerete a essere dei nostri”. (clicca qui)

Padre Dall’Oglio: famiglia, “sono sei anni che non riusciamo a sapere cosa sia successo”

“Sono sei anni che non riusciamo a sapere cosa sia successo. È vero che è stato rapito in una zona di guerra, ma alcune di queste come Raqqa, sono state ormai liberate dal novembre 2017. Sappiamo che in quei Paesi la prigionia può durare lunghissimo tempo, senza che si sappia nulla. Questo mi induce a pensare che il silenzio non vuol dire necessariamente che mio fratello sia morto ma che possa essere ancora vivo”. Lo ha detto oggi a Roma Francesca Dall’Oglio, sorella maggiore del gesuita Paolo, durante la conferenza stampa promossa dall’associazione Giornalisti Amici di Padre Paolo Dall’Oglio nel sesto anniversario del giorno del sequestro del sacerdote a Raqqa in Siria. “In questi anni l’unità di crisi è stato il nostro primo referente, abbiamo continuato ad andare da loro con estrema regolarità. Ci hanno fatto sentire la loro vicinanza rassicurandoci di fare il possibile per conoscere la verità su nostro fratello – ha detto la sorella –. Quattro governi si sono alternati, Letta, Renzi, Gentiloni e Conte. Da tutti abbiamo avuto sempre rassicurazioni e cenni di attenzione per Paolo che ci hanno fatto tenere alta la fiducia”. Fiducia che si è incrinata quando “la valigia di nostro fratello Paolo ci è tornata indietro solo dopo 4 anni, nel 2018, mentre era in possesso degli investigatori in Italia sin dal giugno 2014”. (clicca qui)

Salute: firmato l’accordo tra l’Ufficio Cei e l’Asl Roma 1, nasce l’“Infermiere di parrocchia”

Nasce la figura dell’“Infermiere di parrocchia”. Lo prevede l’accordo, firmato, stamani, da don Massimo Angelelli, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della salute, e da Angelo Tanese, direttore generale dell’Azienda sanitaria locale Roma 1. L’iniziativa intende sperimentare la presenza di un infermiere di comunità inviato dall’Asl nelle parrocchie. Dopo aver raccolto richieste e bisogni, un referente di pastorale della salute condividerà i dati con l’“Infermiere di parrocchia”, che si incaricherà di attivare procedure e servizi utili al soddisfacimento delle richieste. Il progetto verrà sperimentato nei territori delle diocesi di Roma, Alba e Tricarico. Nel corso della presentazione, don Angelelli ha sottolineato come “siamo partiti dalla necessità di avvicinare le fasce più marginali. E le parrocchie hanno la grande capacità di conoscenza del territorio e di avvicinare le persone”. Per il direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della salute, l’esigenza di fondo dell’iniziativa è quella di “accorciare le distanze”, perché ci sono “persone che non riescono a intercettare i servizi messi a disposizione dello Stato”. (clicca qui)

Hong Kong: continuano le proteste. Padre Milanese (Pime), “senza dialogo non ci sarà via di uscita”

Una situazione confusa in cui appare sempre più difficile fare previsioni. Una cosa è certa: ad Hong Kong, nonostante il divieto assoluto di manifestare, i giovani non hanno mai cessato di scendere per strada. All’inizio lo hanno fatto per protestare contro la legge sulla estradizione e chiedere le dimissioni del capo dell’esecutivo locale Carrie Lam. Poi sono cominciati gli scontri con gli agenti della sicurezza e i manifestanti oggi chiedono di mettere fine alla “brutalità della polizia”. Da otto settimane il movimento di protesta non demorde e il centro della città si è trasformato in un campo di battaglia, con barricate, gas lacrimogeni e polizia anti-sommossa. “C’è chi manifesta pacificamente e chi invece cerca lo scontro con la polizia. Difficile dire perché lo fa e da chi sono guidati. Certamente in questo modo, raggiungono l’obbiettivo di internazionalizzare il problema, attirando l’attenzione pubblica del resto del mondo e dimostrando che gli accordi della Joint Declaration tra il Regno Unito e la Cina su Hong Kong non vengono rispettati”, spiega padre Renzo Milanese, il missionario del Pime raggiunto telefonicamente dal Sir ad Hong Kong dove vive da 47 anni. “Durante le manifestazioni – dice il missionario italiano – le chiese che si trovano nei pressi dei raduni, hanno sempre dato disponibilità a rimanere aperte per accogliere chi avesse bisogno di ristoro o protezione. Difficile oggi prevedere come evolveranno le situazioni. Certo – conclude il religioso – se non c’è un dialogo, non se ne verrà fuori”. (clicca qui)

Ambiente: oggi l’Overshoot day. Mikkonen (Consiglio Ue), “economica circolare offre soluzioni” all’eccesso di consumi

Con oggi gli abitanti della terra hanno esaurito le risorse rinnovabili messe a disposizione del pianeta nel 2019. È il cosiddetto “Overshoot day” della terra. A determinare questa data sono calcoli effettuati dal Global Footprint Network che segnala: “questa data si è spostata in avanti di due mesi negli ultimi 20 anni; il 29 luglio è la data più anticipata in assoluto”. Per far fronte ai nostri consumi, dovremmo avere a disposizione 1,75 pianeti. La data odierna è una data “media”, poiché ogni Paese ha un proprio “overshoot day”: ad aver esaurito prima la propria quota di risorse rinnovabili è stato il Qatar (11 febbraio), gli Usa lo hanno fatto il 15 marzo; l’Italia il 15 maggio. La più virtuosa è l’Indonesia che avrà risorse rinnovabili fino al 18 dicembre, come a dicembre arriveranno anche Ecuador, Iraq, Nicaragua e Cuba. “Dobbiamo agire rapidamente per ridurre il nostro consumo di risorse naturali. La Terra non può sostenere questo consumo eccessivo“, ha dichiarato Krista Mikkonen, ministro finlandese dell’ambiente. Una delle priorità del semestre finlandese di presidenza dell’Ue sta proprio nell’elaborazione di una strategia dell’Ue per l’economia circolare che “offre l’opportunità di riutilizzare le risorse naturali già utilizzate, produrre meno rifiuti e ridurre le emissioni di gas a effetto serra dell’industria”, sottolinea Mikkonen. (clicca qui)

Russia: oltre mille manifestanti arrestati a Mosca. Condanna del Consiglio d’Europa e dell’Ue

Reazioni di preoccupazione sono giunte dall’Europa per il fermo e l’arresto di oltre 1.300 manifestanti che sabato 27 luglio nel centro di Mosca protestavano contro il rifiuto delle autorità elettorali di registrare alcuni candidati alle elezioni comunali di Mosca a settembre. “I massicci arresti” sono secondo Liliane Maury Pasquier, presidente dell’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, una “reazione sproporzionata della polizia”: “La libertà di parola e la libertà di riunione sono condizioni essenziali per la democrazia”. Una dichiarazione era stata diffusa anche dal Servizio di Azione esterna dell’Ue già nella serata di sabato, in cui si faceva riferimento alla manifestazione moscovita ma anche alla “preoccupante serie di arresti e di raid della polizia contro oppositori politici” avvenuti la scorsa settimana e che “di nuovo minano profondamente le libertà fondamentali sancite dalla costituzione Russia”: “Ci attendiamo siano protette” e che le autorità russe “rispettino gli impegni dell’Osce e le regole internazionali” in vista delle prossime elezioni. (clicca qui)

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