Padre Dall’Oglio: Noury (Amnesty), “chiunque abbia informazioni le dica, i familiari hanno il diritto di sapere”

“Chi sa deve dire. Chi ha informazioni sulla sorte del sacerdote Paolo Dall’Oglio le comunichi, i familiari hanno il diritto sacrosanto di sapere”. È il monito lanciato oggi da Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, nella conferenza stampa organizzata alla Sala stampa estera a Roma, nel sesto anniversario del sequestro del gesuita in Siria. “La famiglia – ha sottolineato Noury – ha diritto di vivere questa attesa temporanea con la massima serenità possibile. La serenità di chi non ha dubbi che sia stato fatto tutto il possibile in questi sei anni. Vivere con questa inquietudine che forse si poteva fare di più è estremamente doloroso”. “A Raqqa si entrava fino a sei anni fa e si può entrare da un anno mezzo tranquillamente. Ci sono dei rischi ma non c’è più una situazione bellica; c’è un controllo del territorio da parte di soggetti che dovrebbero essere teoricamente alleati dell’Italia. Insomma ci sono condizioni che prima non c’erano e quindi, con il coordinamento necessario, si dovrebbe andare a vedere cosa è successo dal punto di vista delle indagini sul piano giudiziario e delle inchieste giornalistiche. Ci sono luoghi che sono stati visitati di più e penso a Mosul”. Rilanciando, infine, l’appello di Francesca Dall’Oglio, sorella del gesuita che invocava “maggiore trasparenza e coordinamento” nel lavoro investigativo per scoprire la verità sul sacerdote romano, Noury ha ribadito: “Trasparenza significa non girare intorno alle cose e alle persone. Chi sa deve dire. Chiunque abbia informazioni le dica, i familiari hanno il diritto di sapere”.

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