Suicidio assistito: Pessina (Un. Cattolica), “dal Comitato di bioetica un documento deludente, partire dal richiamo alle cure palliative”

“Un documento deludente, metodologicamente incomprensibile: ognuno potrà trovarci la posizione che più gli aggrada e si assisterà alla solita descrizione e semplificazione della contrapposizione tra firmatari ‘cattolici’, i contrari, e ‘laici’, i favorevoli”. Così il bioeticista dell’Università Cattolica, Adriano Pessina, sulle riflessioni del Comitato nazionale di bioetica sul suicidio assistito. “Dopo ampia e interessante descrizione dei temi e dei problemi, presenta un capitolo dal titolo ‘Opinioni etiche e giuridiche interne al Cnb’ – spiega Pessina -. Le ‘opinioni’ sono tre: la prima raccoglie 11 firme e presenta le ragioni contro il riconoscimento etico e giuridico del suicidio assistito: la seconda raccoglie due firme ed è, per semplificare, una via di mezzo, anche se risulta contraria a una legge che lo permetta; la terza, che raccoglie 13 firme, risulta favorevole, a determinate condizioni e con alcune cautele, all’introduzione di una legge sul suicidio medicalmente assistito. Poi seguono raccomandazioni generali condivise da tutti”. Il bioeticista ritiene che esistano “buone ragioni etiche e giuridiche per negare che esista un diritto al suicidio assistito, sia perché non esiste alcun diritto alla morte, sia perché il diritto costituzionalmente rilevante della tutela della vita, in particolar modo nelle condizioni di estrema fragilità clinica, psicologica, sociale e economica prevale sul diritto ad esercitare la propria autonomia quando questa si rivolge contro se stessa nell’atto della richiesta del suicidio”. Infine, Pessina evidenzia che “l’unico punto di convergenza dei membri del Cnb riguarda proprio il richiamo alle cure palliative e il monito al non abbandono delle persone malate”. “Se i membri del Cnb fossero partiti da queste conclusioni condivise e le avessero rese operative nelle loro discussioni, forse il risultato sarebbe stato differente e meno disarticolato”.

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