Tratta: don Buonaiuto (Com. Papa Giovanni XXIII), “promuovere moratoria internazionale”

“La mercificazione oggi è in notevole aumento. Il pericolo è che possa sembrare qualcosa di normale far sì che una persona vittima di tratta abbia rapporti sessuali tante volte al giorno con uomini perversi. Bisogna colpire la domanda”. Lo dice in un’intervista al Sir don Aldo Buonaiuto, sacerdote della Comunità Papa Giovanni XXIII, autore del libro “Donne crocifisse. La vergogna della tratta raccontata dalla strada” (ed. Rubbettino) con la prefazione di Papa Francesco, pubblicato in prossimità della Giornata internazionale contro il traffico di esseri umani, che ricorre oggi. “Questo mercato, questa offerta, esiste e si evolve perché c’è una notevole domanda. Solo colpendo questa domanda, come fece la Svezia e due anni fa la legge francese, auspichiamo che le nostre istituzioni possano fermare questo fenomeno”, aggiunge il sacerdote. Che auspica “un cambiamento di mentalità: dalla mentalità del prostituirsi al rispetto sacrale di ogni persona e della sua dignità”. “Nell’ultimo capitolo dico che la schiavitù non è stata mai abolita, perché di fatto ce ne sono tante, come quella della prostituzione coatta. Il sogno è chiedere una moratoria internazionale per l’abolizione del traffico di esseri umani”. Il desiderio espresso da don Buonaiuto è che “i governanti possano fare ciò che il Papa fece, il 12 agosto 2016, quando venne a incontrare le nostre ragazze (in un venerdì della Misericordia, ndr): sentì il bisogno di chiedere perdono a nome dei tanti cristiani che erano andati a comprare il corpo di queste ragazze”. Ricordando il suo incontro con il Pontefice, don Buonaiuto ricorda di aver notato “la sua attenzione verso queste donne e questo dramma”. “Ho avvertito l’intento di scuotere sempre le coscienze e svegliarle di fronte a questo dramma”.

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