Migranti: Caritas Europa, “il caso di Carola Rackete è solo la punta dell’iceberg della criminalizzazione della solidarietà”

“La criminalizzazione della solidarietà nei confronti dei migranti è ancora in corso e i casi come quello di Carola Rackete sono solo la punta dell’iceberg”: lo afferma Caritas Europa, postando nel suo profilo Twitter un articolo pubblicato sulla testata indipendente belga Euobserver.com e una sua presa di posizione diffusa nei giorni scorsi. L’articolo firmato da Michele LeVoy, direttore della Piattaforma per la cooperazione internazionale sui migranti senza documenti elenca i numeri degli attacchi alle Ong e a singoli cittadini, compresi medici, vigili del fuoco, bagnini, giornalisti, preti, insegnanti e volontari: almeno 158 persone sono state oggetto di indagini dal 2015 al 2019. “Nonostante ci sia stata in Europa una diminuzione di arrivi irregolari del 90% durante lo stesso periodo, il numero dei Paesi e i casi di criminalizzazione della solidarietà continuano ad aumentare. Solamente nei primi tre mesi del 2019 sono state avviate indagini su 79 casi. Gli episodi si sono svolti in Belgio, Croazia, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Italia, Paesi Bassi, Spagna, Svezia e Regno Unito. “Tutti questi casi – osserva l’articolista – possono essere collegati ad una legge Ue – la 2002 Facilitation Directive – che fa una distinzione errata tra traffico di esseri umani e assistenza umanitaria”. Ogni giorno, prosegue, “atti di gentilezza come dare cibo, acqua, un passaggio, una telefonata, un posto per dormire a qualcuno, vengono considerati atti illegali”. Per fortuna, fa notare LeVoy, “questi cittadini criminalizzati non sono soli. Le organizzazioni della società civile europea si sono levate in loro difesa, tra cui Amnesty international, Caritas Europa, Medici senza frontiere, Picum, Croce rossa, Piattaforma sociale e la campagna Welcoming Europe”. Ma questo, sostiene, “è solo la punta dell’iceberg”: “La piattaforma mediatica globale openDemocracy ha documentato dozzine di casi di intimidazione e aggressioni contro i volontari che aiutano gli altri e salvano le vite, mentre le Ong nell’Europa centrale, in Italia e Gran Bretagna devono lavorare in un clima ostile, con attacchi continui alla loro credibilità” e leggi che “criminalizzano la solidarietà” come il decreto sicurezza bis del ministro dell’Interno italiano Matteo Salvini. In risposta a questo trend sembra che il Parlamento europeo abbia chiesto di stabilire una serie di linee guida e un osservatorio sulla criminalizzazione della solidarietà. “Come organizzazioni della società civile europea – afferma – siamo preoccupati dall’inazione dell’Unione europea”. Da qui l’invito ai nuovi parlamentari a vigilare sul “prossimo gruppo di commissari europei e sulle loro posizioni politiche riguardo alla criminalizzazione della solidarietà”.

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