Diocesi: mons. Schillaci (Lamezia Terme), “l’ascolto per evitare ogni chiusura in se stessi”

“Solo tenendo lo sguardo fisso sul Cristo, supremo pastore, si può pensare di radunare e guidare il popolo che gli viene affidato”. Lo ha detto mons. Giuseppe Schillaci, vescovo di Lamezia Terme, nel suo saluto, al termine dell’ordinazione episcopale per l’imposizione delle mani di mons. Salvatore Gristina, arcivescovo di Catania, oggi pomeriggio, indicando “l’identità e la missione del vescovo”. Nella piazza Numistrano, nel cuore della città lametina, dove si è tenuta la celebrazione eucaristica, il neo vescovo ha evidenziato che “è con questo sguardo rivolto anzitutto al Cristo che vorrei provare a guardare, questa sera, tutti voi”. “Se provassi, anzi se provassimo a guardare gli altri come Cristo guarda ciascuno di noi – ha aggiunto il presule -, quale meraviglia, quale bellezza si dischiuderebbe dinanzi a noi in ogni momento, in ogni situazione, in ogni incontro, soprattutto quando la realtà, costellata da difficoltà, non priva di incognite e contraddizioni, ci appare triste e cupa, e ogni cosa si rivela incerta, disperata, quasi irredimibile”. Per mons. Schillaci, “è con lo sguardo di Gesù Cristo che dovremmo provare a guardare la nostra storia, tutta la nostra umanità”. Infatti, “più ci stringiamo a lui, più si dilatano i confini, più si allargano gli orizzonti, è un’apertura infinita, senza limiti; è bontà; è misericordia”. Per il presule, che ha evidenziato come “l’ascolto è apertura che rifugge da ogni chiusura in se stessi”, “è un invito ad uscire da se stessi, per cui il centro del mondo non sono io, i miei progetti, le mie cose, le mie idee”.

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