Sanità: Ricciardi (Univ. Cattolica), “battaglia che richiede impegno di tutti” ma “servono finanziamenti, nuovo rapporto Stato-Regioni, lotta a sprechi”

La sostenibilità del nostro sistema sanitario nazionale, universalistico e invidiato da tutto il mondo, solleva non pochi interrogativi. In un’intervista al Sir Walter Ricciardi, già presidente dell’Istituto superiore di sanità, oggi professore ordinario di igiene e medicina preventiva all’Università Cattolica (sede di Roma) parla di “battaglia per la salute”. Una battaglia, spiega, “di cui prevedevo l’inizio in un prossimo futuro ma che invece è già cominciata. Battaglia per chi deve finanziare la sanità, perché risorse pubbliche già scarse, minacciate dalla crisi e dal debito pubblico, sono state dirottate su altri versanti come il reddito di cittadinanza e quota 100. Battaglia per chi la gestisce con pochi medici e scarse risorse e deve far fronte ad un’aumentata domanda di salute; per gli operatori sanitari ai quali viene chiesto l’impossibile. Infine per i cittadini che di fronte a crescenti difficoltà d’accesso ai servizi pubblici sono costretti a pagare di tasca propria secondo una modalità che, come ho già detto, esclude già 3-4 milioni di persone”. Per tentare di metterlo in sicurezza, afferma, “servono anzitutto finanziamenti adeguati e migliore allocazione delle risorse; occorre inoltre lavorare sulla governance per un nuovo rapporto Stato-Regioni, contrastare corruzione e sprechi, superare ritardi culturali, organizzativi e gestionali. Occorre inoltre rafforzare la prevenzione e modificare l’organizzazione dei servizi di cura, definendo nuovi percorsi assistenziali in grado di prendere in carico il paziente nel lungo termine garantendo continuità assistenziale e integrazione degli interventi socio-sanitari”.

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