Anziani: Impagliazzo (Sant’Egidio), “superare isolamento e rischi del caldo rafforzando assistenza e reti di prossimità”

“Le ondate di calore non sono una novità, perché si possono prevedere, ma mancano le reti a protezione dei più vulnerabili”: lo ha detto oggi Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, durante la conferenza stampa dedicata alla condizione degli anziani a Roma e in Italia. Ricordando che secondo l’Istat, al 1° gennaio 2019, nel nostro Paese ci sono circa 13 milioni di anziani e, di questi, 4 milioni vivono da soli, il presidente della Comunità di Sant’Egidio ha osservato: “Siamo uno dei Paesi più longevi al mondo e per far fronte all’invecchiamento della popolazione c’è bisogno di unire le forze del welfare pubblico e privato. Sant’Egidio sta lavorando al contrasto dell’isolamento degli anziani, cercando di creare quelle reti che mancano o che si sono assottigliate, nella famiglia e nella società”.
Di fronte ai dati sulla condizione degli anziani, in particolare ai 2,5 milioni di non autosufficienti, “occorre rendersi conto che l’Italia non ha un numero adeguato di persone in grado di assistere gli anziani a casa o negli istituti”, ha proseguito Impagliazzo, che ha sottolineato l’esigenza di investire sulla formazione di figure professionali nel campo della cura della persona. “Quando l’Italia non fa una politica di visti per motivi di lavoro, per formare le persone che assistano i nostri anziani, mi chiedo se il nostro Paese non stia veramente dimenticando i cittadini – ha aggiunto -. Questo è un problema molto serio che la Comunità vuole porre all’attenzione del governo italiano e dei Paesi dell’Unione europea: non immaginare la presenza di persone straniere professioniste per la cura delle persone è secondo noi una politica miope”.
Da 16 anni, anche grazie al sostegno di Enel Cuore onlus, è attivo il programma “Viva gli Anziani!”, una rete di monitoraggio e interventi rivolti agli anziani over80 in diverse città italiane: Roma, Napoli, Catania, Genova, Novara, Brindisi, Sassari, Amatrice e Civitavecchia. A Roma il programma è attivo nei quartieri di Esquilino, Monti, Testaccio e Trastevere, con reti di prossimità che coinvolgono medici, operatori sociali, negozianti, vicini di casa, volontari, di cui numerosi in età avanzata. In complesso il Programma raggiunge più di 14.000 anziani ultraottantenni, di cui circa 6.500 a Roma, grazie al sostegno di 40.000 attivisti, di cui 25.000 a Roma. “La forza del Programma è la replicabilità e i costi assai contenuti, solo 81 euro a persona all’anno”, ha precisato Impagliazzo, che ha elencato i risultati positivi: contenimento della mortalità, anche nei mesi più caldi, riduzione dell’ospedalizzazione e dei ricoveri in istituto e casa di riposo, con conseguente risparmio per i servizi pubblici di assistenza. “Mentre le politiche pubbliche non riescono a raggiungere i più isolati, il programma si rivolge proprio a loro e aumenta la loro possibilità di sopravvivenza con una buona qualità di vita. Se la società si individualizza, la risposta è vivere insieme”, ha concluso il presidente di Sant’Egidio.

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