Sicurezza: Pallavicini (Coreis), “percorso di formazione sui temi del dialogo interreligioso e della sicurezza internazionale”

“La sfida di oggi, alla luce anche del documento firmato da Papa Francesco e dal Grande Imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb, ad Abu Dhabi, che condanna il terrorismo e la sua violenza, è quella di riconoscersi fratelli, e in quanto tali di allearsi perché determinati valori di fede possano essere garantiti liberamente e dignitosamente”. Lo ha detto l’imam Yahya Pallavicini, presidente della Comunità religiosa islamica italiana (Coreis), intervenendo, a Roma, alla conferenza “Dialogo e sicurezza. L’esperienza degli Emirati Arabi Uniti”. L’evento è stato promosso dalla Società italiana per l’organizzazione internazionale (Sioi), e dalla Coreis d’intesa con l’ambasciata degli Emirati Arabi Uniti a Roma. Tra i presenti Ali Rashid Al Nuanmi, Presidente Wmcc (The world council of muslim communities) e di Hedaya, eccellenza internazionale nel contrasto al radicalismo violento. A proposito della storica dichiarazione sulla fratellanza universale, Pallavicini ha affermato che “il mondo islamico l’ha accolta con sorpresa, emozione, e completa adesione”: “Ma occorre accompagnare con una maggiore comprensione il grande valore simbolico e applicativo che essa comporta. I suoi contenuti sono infatti notevoli. Per questo è necessario seguirli in tutte le loro fasi di declinazione, attraverso una vera e propria educazione, che passa da un rinnovamento intellettuale”.
“Con questo documento si apre dunque un nuovo ciclo di rapporti tra cristianesimo e islam”, ha proseguito, ricordando che già San Giovanni Paolo II, prima a Casablanca e poi ad Assisi, aveva aperto le porte per un dialogo, “che con la preghiera per la pace, trova però una forza ancora maggiore”. Pallavicini ha poi spiegato che l’incontro di oggi rientra all’interno del progetto di Sioi e Coreis, “Laudato & Al-Hamd”, che prevede un vero e proprio percorso di formazione, rivolto soprattutto alle nuove generazioni, sui temi del dialogo interreligioso e della sicurezza internazionale, attraverso una serie di iniziative. Tra queste, la ricerca di Maryam Turrini, responsabile della Coreis Giovani nel 2015-2016, sul ruolo degli Emirati Arabi come apertura di ponti di dialogo interculturale, internazionale, tra modernità e tradizione. “Credo questo modello che gli Emirati cercano di sviluppare – ha infine dichiarato – possa avere delle ricadute positive sia per quanto riguarda alcune questioni di carattere regionale come le difficoltà con Qatar, Iran, ma anche a livello internazionale, come ponte tra Oriente e Occidente”.
La mattinata si conclusa con l’inaugurazione nel Chiostro di Palazzetto Venezia della mostra “Un incontro raccontato nella storia – Otto secoli di iconografia di Francesco e il Sultano”, realizzata in occasione dell’ottavo centenario dell’incontro tra San Francesco di Assisi e il sultano Al-Malik Al-Kamil.

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