Trattamenti sanitari obbligatori: garante nazionale, pubblicato primo rapporto su visita a Spdc di Colleferro

Una competenza attribuita al garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale ancora troppo poco nota al grande pubblico riguarda il monitoraggio delle forme di privazione della libertà nell’ambito della salute, come ad esempio i trattamenti sanitari obbligatori, che vengono effettuati nei Servizi psichiatrici di diagnosi e cura (Spdc). Ora ha pubblicato sul proprio sito web il primo dei Rapporti sulle visite effettuate, riguardante l’Spdc di Colleferro, nel Lazio.
Il garante nazionale a partire dallo scorso anno, infatti, ha iniziato a condurre una serie di monitoraggi negli Spdc italiani, visitandone finora undici: Ospedale Parodi Delfino (Colleferro); Ospedale S. Timoteo (Termoli); Ospedale SS. Annunziata (Cosenza); Ospedale Papardo (Messina) ; Ospedale Cardarelli (Campobasso); Policlinico Umberto I (Roma); Ospedale Cannizzaro (Catania); Ospedale SS. Trinità con due Spdc (Cagliari); Ospedale S. Martino (Oristano); Ospedale San Francesco (Nuoro).
Nel corso della visita a Colleferro “la struttura è apparsa adatta alla sua funzione dal punto di vista degli ambienti e degli arredi e gli operatori sanitari hanno prestato la massima collaborazione”. Tuttavia, sia il personale medico sia quello infermieristico sono risultati sotto organico.
Nel corso delle visite finora effettuate, il garante “ha riscontrato un collegamento fra la carenza di personale e il rischio di utilizzo della contenzione”, che “non deve essere mai considerata come un atto medico trattamentale e deve essere utilizzata sempre come extrema ratio”.
Sollecita inoltre l’Amministrazione competente a pubblicare sul sito del Dipartimento di salute mentale dipendenze patologiche, i dati relativi al numero, alla percentuale e alla durata media degli interventi di contenzione meccanica.
Vista la durata media delle contenzioni praticate nell’Spdc di Colleferro, corrispondente a 24/48 ore, il garante nazionale ha chiesto per tutte quelle di durata maggiore di 12 ore di ricevere una sintesi nella quale siano indicati i motivi che hanno portato a disporre una contenzione protrattasi per un periodo così lungo.
Tra le raccomandazioni contenute nel Rapporto, “la necessità di fornire informazioni esaurienti alle persone ricoverate e ai loro parenti, in merito al significato dei Tso (Trattamenti sanitari obbligatori) e alle regole della struttura, possibilmente da formalizzare tramite un atto amministrativo. La conoscenza delle regole e la possibilità di avere certezze su cosa sia permesso e cosa sia proibito nella propria quotidianità è uno dei diritti fondamentali di ogni persona che vive, anche per un breve periodo di tempo, in una struttura residenziale”. Oltre al rispetto di questo diritto, affinché non si configuri una compressione delle libertà, “deve essere garantita anche la conoscenza delle ragioni delle proibizioni e favorita la comprensione di esse”.

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