Notizie Sir del giorno: Papa Francesco e famiglia, Mezzogiorno, migranti, carabiniere ucciso, Olocausto Rom, “Tempo del Creato”, diga Itaipú

Papa Francesco: le famiglie siano sempre più “laboratori di umanizzazione”

“Preghiamo affinché le famiglie, grazie ad una vita di preghiera e d’amore, divengano sempre più ‘laboratori di umanizzazione’”. Così Papa Francesco nel videomessaggio per il mese di agosto, nel quale esorta a prendersi cura delle famiglie che sono “vere scuole del domani, spazi di libertà, centri di umanità”. (clicca qui)

Sud: Svimez, “vera emergenza” è l’emigrazione. No immigrazione

“La ripresa dei flussi migratori rappresenta la vera emergenza meridionale, che negli ultimi anni si è via via allargata anche al resto del Paese. Sono più i meridionali che emigrano dal Sud per andare a lavorare o a studiare al Centro-Nord e all’estero che gli stranieri immigrati regolari che scelgono di vivere nelle regioni meridionali”. Lo afferma la Svimez nelle anticipazioni del Rapporto 2019 presentate oggi a Roma. In base alle elaborazioni dell’organizzazione, infatti, i cittadini stranieri iscritti nel Mezzogiorno provenienti dall’estero sono stati 64.952 nel 2015, 64.091 nel 2016 e 75.305 nel 2017. Invece i cittadini italiani cancellati dal Sud per il Centro-Nord e l’estero sono stati 124.254 nel 2015, 131.430 nel 2016, 132.187 nel 2017. “Questi numeri – sottolinea la Svimez – dimostrano che l’emergenza emigrazione del Sud determina una perdita di popolazione, soprattutto giovanile, e qualificata, solo parzialmente compensata da flussi di immigrati, modesti nel numero e caratterizzati da basse competenze. Tale dinamica determina soprattutto per il Mezzogiorno una prospettiva demografica assai preoccupante di spopolamento, che riguarda in particolare i piccoli centri sotto i 5 mila abitanti”. Le persone che sono emigrate dal Mezzogiorno sono state oltre 2 milioni nel periodo compreso tra il 2002 e il 2017, di cui 132.187 nel solo 2017. Di queste ultime 66.557 sono giovani (50,4%, di cui il 33,0% laureati, pari a 21.970). (clicca qui)

Migranti: Viminale, da inizio anno quasi 3.900 persone sbarcate sulle coste italiane. Nave Alan Kurdi con 40 profughi verso Lampedusa

Sono finora 3.867 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno, 1.088 delle quali nel solo mese di luglio. Rispetto agli anni scorsi, si è registrata una diminuzione delle persone arrivate in Italia via mare del 79,22% sul 2018 (furono 18.605) e del 95,94% sul 2017 (95.215). Il dato è stato diffuso oggi dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina. E mentre la Alan Kurdi, la nave della ong Sea Eye con a bordo 40 migranti soccorsi ieri al largo della Libia, continua a dirigersi verso Lampedusa, quella di ieri, 31 luglio, con 203 migranti arrivati sulle nostre coste è stata la giornata nell’ultimo mese con il maggior numero di persone sbarcate. Dei quasi 3.900 migranti arrivati in Italia via mare nel 2019, 858 sono di nazionalità tunisina (22%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Pakistan (620, 16%), Costa d’Avorio (421, 11%), Algeria (339, 9%), Iraq (310, 8%), Bangladesh (190, 5%), Sudan (188, 5%), Iran (103, 3%), Guinea (91, 2%) e Marocco (71, 2%) a cui si aggiungono 676 persone (17%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. (clicca qui)

Carabiniere ucciso a Roma: De Andreis (Ordine di Malta), “un giovane volontario discreto e col sorriso”

“Era un ragazzo discreto, non di tante parole. Un giovane d’azione, serio e puntuale”. Così Renato De Andreis, coordinatore delle attività di volontariato su strada dell’Ordine di Malta, ricorda al Sir Mario Cerciello Rega, il carabiniere ucciso nella notte tra il 25 e il 26 luglio, che prestava il suo servizio di volontario con il gruppo guidato da De Andreis. “Faceva questa attività di volontariato da quasi dieci anni, spinto dal suo comandante della stazione Farnese. Mario andava alla stazione Termini – ricorda –. Il suo incarico assieme ad altri era quello di rendere ordinata la fila che si formava. Aiutiamo circa 280 persone”. Ricordando le “altre emergenze” per le quali il vicebrigadiere si impegnava, De Andreis segnala il servizio per i senza dimora: “Con coperte e viveri li andava a cercare d’inverno nelle strade di Roma. Alcune volte fino alle quattro di mattina”. A proposito dell’impegno nei pellegrinaggi, invece, il volontario dell’Ordine di Malta segnala che “a Loreto e Lourdes si occupava del servizio trasporti”. “Portava le carrozzine e i barellati nelle varie celebrazioni”. (clicca qui)

Consiglio d’Europa: ricordo Olocausto dei rom, “ancora vittime di intolleranza”. “Nuovo pericolo da movimenti e partiti estremisti”

“Settantacinque anni fa, gli ultimi rom del cosiddetto Zigeunerlager (campo degli zingari) – 2.897 persone tra uomini, donne e bambini – furono sterminati nelle camere a gas di Auschwitz-Birkenau. La liquidazione del campo del 2 agosto 1944 fu un capitolo particolarmente oscuro dell’Olocausto dei rom: un tentativo del regime nazista e di tutti coloro che lo sostenevano di sterminare i rom di tutta Europa”. Lo si legge in una nota diffusa oggi dalla sede di Strasburgo del Consiglio d’Europa. “Gli orrori dell’Olocausto dei Rom sono una parte innegabile della nostra storia, ma per molto tempo l’Europa ha chiuso un occhio su quanto avvenuto”, ha dichiarato il segretario generale del Consiglio d’Europa, Thorbjørn Jagland, in un messaggio in occasione della cerimonia commemorativa che si svolgerà il 2 agosto ad Auschwitz. I sopravvissuti all’Olocausto, i rom di tutta l’Europa, funzionari polacchi e diplomatici stranieri parteciperanno alla commemorazione nell’ex campo di concentramento. “Sebbene non esistano cifre esatte, gli storici stimano che durante la seconda guerra mondiale furono uccisi circa 500mila rom”, spiega il CdE. (clicca qui)

Ambiente: dichiarazione comune Ccee e Cec, “la rete della vita non deve essere interrotta dall’avidità umana”

“Ci uniamo in preghiera perché l’umanità rispetti il pianeta. Con tutto il cuore preghiamo per le persone che nel mondo soffrono a causa dei danni ambientali causati dall’egoismo e dall’abbandono. La rete della vita non deve essere interrotta dall’avidità umana e dall’indifferenza nei confronti degli esseri umani e dell’intera creazione”. È quanto scrivono in una Dichiarazione comune i presidenti del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee) e della Conferenza delle Chiese d’Europa (Cec), card. Angelo Bagnasco e il rev.mo Christian Krieger. La Dichiarazione dal titolo “La rete della vita” è stata diffusa oggi in vista del “Tempo del Creato”, un periodo che va dall’1 settembre al 4 ottobre durante il quale un numero sempre più crescente di Chiese in Europa uniscono le loro voci per “riaffermare la responsabilità nei confronti della creazione e invitare alla preghiera”. Nel ringraziare Dio per il “meraviglioso dono” della natura, i responsabili dei due organismi europei rivolgono un pensiero ai “nostri fratelli e sorelle che soffrono a causa dei nostri sprechi, della avidità e, spesso, della nostra indifferenza” e invitano “ogni comunità cristiana”, “i cristiani e ogni persona di buona volontà a dimostrare la propria responsabilità nei confronti del creato, a assumere impegni concreti e saggi per lavorare come buoni custodi e per lottare contro le disuguaglianze attraverso la protezione della diversità biologica”. (clicca qui)

Paraguay: i vescovi chiedono al Governo chiarezza e responsabilità sulla vicenda della diga di Itaipú e su “accordo segreto” con il Brasile

Un accordo firmato in segreto. Le proteste nel Paese. E la richiesta di trasparenza, da parte dei vescovi. Infiamma il Paraguay la vicenda dell’accordo con il Brasile riguardante l’approvvigionamento energetico del Paese attraverso il bacino di Itaipú, la più grande centrale idroelettrica del mondo. L’enorme diga si trova sul Paranà, ai confini tra Brasile e Paraguay. Dall’impianto dipende il fabbisogno energetico di Rio de Janeiro e San Paolo del Brasile. Il 24 maggio è stato siglato un “accordo segreto” tra il governo presieduto da Mario Abdo Benítez e il Brasile. Una volta conosciuti i contenuti, il presidente dell’Ente che gestisce le risorse elettriche del Paraguay (Ande), Pedro Ferreira, si è dimesso dal suo incarico, affermando che l’intesa impegnava il Paraguay ad acquisire più energia rispetto al suo fabbisogno e che questo dipendeva da un atteggiamento estorsivo da parte della compagnia elettrica brasiliana Eletrobas. Tutto ciò ha dato vita a numerose manifestazioni e proteste, che hanno spinto il Senato a votare un a mozione contro l’intesa e obbligando il Governo a rinegoziarla. In una nota la Conferenza episcopale del Paraguay, riunita in questi giorni in assemblea, ha chiesto al Governo di chiarire i vari aspetti dell’accordo bilaterale firmato in segreto. “Riteniamo – si legge – che il tema in relazione alla diga Itaipú e la firma di nuove condizioni nella rinegoziazione dell’allegato C del trattato, prevista per il 2023, sia sensibile e strategico per il Paraguay”. Servono, quindi, un alto livello di “amor di patria, partecipazione e coinvolgimento sociale”. (clicca qui)

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