Infermiere di comunità: mons. Intini (Tricarico), “essere Chiesa di strada e ospedale da campo è per noi vivere la fede”

“Per la diocesi di Tricarico ha un grande significato essere Chiesa di strada. Siamo una piccolissima diocesi, ma la presenza della comunità cristiana è di forte impatto e grande stimolo in un territorio poco propenso a progettualità e speranza”: a parlare è mons. Giovanni Intini, vescovo di Tricarico, che presenta al Sir la partecipazione della sua diocesi al progetto sperimentale dell’“Infermiere di parrocchia”, nato dall’accordo fra Cei e Asl di Roma 1 e che coinvolge anche le diocesi di Roma per il Centro Italia e Alba per il Nord. “Inizieremo con il comune di Tricarico – prosegue mons. Intini –. A settembre firmiamo un protocollo con la Asl di Matera e avviamo una sperimentazione quinquennale: loro forniranno un infermiere, che sarà reperibile in una sede messa a disposizione dalla diocesi. In seguito verificheremo i bisogni di altri comuni della diocesi e speriamo di essere d’esempio per altre diocesi della Basilicata”. Anziani in solitudine, persone con disagio psichico che la famiglia non riesce a gestire, vittime di dipendenze: sono alcune tipologie di pazienti che sarà possibile raggiungere con l’aiuto di operatori Caritas, ministri straordinari e parroci stessi, che entrano nelle case delle persone e conoscono le necessità. “Ci sentiamo un po’ l’ospedale da campo di cui parla il Papa – chiosa mons. Intini –. Questo è per noi motivo per vivere la fede: la maggioranza delle persone coinvolte saranno volontari, che in questo modo vivono e verificano la fede che celebrano nella liturgia e annunciano con la catechesi”.

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