Brasile: Belém, inaugurata nave ospedale “Papa Francesco”. Lettera del Papa che esprime “gioia e gratitudine”

“Gioia e gratitudine a Dio per l’inaugurazione della barca ospedale Papa Francesco, che porterà la Parola di Dio e offrirà accesso a una salute migliore alle popolazioni più bisognose, specialmente le popolazioni indigene e rivierasche, che vivono lungo un tratto del Rio delle Amazzoni di 1.000 chilometri”. Questi i sentimenti con i quali il Santo Padre ha accompagnato l’inaugurazione ufficiale della nave ospedale, in realtà già operativa da qualche settimana. La cerimonia è avvenuta sabato 17 agosto a Belém (Pará) e per l’occasione è stata letta dal segretario della Nunziatura apostolica in Brasile, mons. Massimo Catterin, una lettera di Papa Francesco. Nel testo si fa notare che, da un lato, l’avvio della nave ospedale rappresenta “un bel gesto concreto in vista del Sinodo dei vescovi per l’Amazzonia”, ma soprattutto l’iniziativa è “una risposta al mandato del Signore, che continua a inviare i suoi discepoli per proclamare il Regno di Dio e guarire i malati”. Il Papa ricorda che la Chiesa è chiamata “ad essere un ‘ospedale da campo’, accogliendo tutti, senza distinzioni o condizioni” e osserva che, con questa iniziativa, la Chiesa si presenta ora anche come un ospedale sull’acqua”.
Alla cerimonia erano presenti tra gli altri l’arcivescovo di Belém, dom Alberto Taveira Corrêa, e il vescovo di Óbidos e presidente della Regionale Nord 2 della Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile (Cnbb), dom Bernardo Bahlmann. In occasione della benedizione della nave, è stata intronizzata l’immagine della Nostra Signora di Nazaret ed è stata celebrata una messa. La nave misura 32 metri, con apparecchiature per la diagnosi, il trattamento, il ricovero e a prevenzione in oftalmologia, odontologia, chirurgia, analisi di laboratorio, infermeria, vaccinazioni, radiografia, mammografia ed elettrocardiogramma. A bordo, oltre a un religioso e a un equipaggio di 10 persone, ci sono circa 20 medici e paramedici, spesso volontari provenienti dall’estero. In questa prima metà di agosto, hanno lavorato sulla nave anche 5 medici italiani appartenenti alla Onlus Mattoni di gioia.

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