Card. Bassetti: a Meeting Rimini, “impressionanti numeri pornografia su internet. Rivalutare relazione con il corpo”

Rivalutare “la relazione con il corpo, le relazioni interpersonali e la relazione con il trascendente per restituire significato profondo al concetto di relazione”. L’invito è del card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, presente oggi al 40° Meeting per l’amicizia tra i popoli in corso a Rimini. Nel suo intervento dal titolo “Non fatevi rubare i sogni, sono il futuro” il cardinale ha parlato di tre dimensioni del concetto di relazione, “con il corpo, interpersonale, con il trascendente e con la Chiesa”. Quella con il corpo “è la prima forma di relazione che abbiamo con noi stessi e poi con gli altri. La dimensione della corporeità è oggi una delle dimensioni più importanti e al tempo stesso più banalizzate dei giovani nel mondo contemporaneo. Il corpo oggi assume anche la carica drammatica delle guerre o delle morti di massa, come le morti dei migranti, trasmesse in video dai mass media”. Un punto questo “su cui riflettere a fondo” ha sottolineato il presidente della Cei per il quale “è fondamentale ri-attribuire alla relazione con il corpo un significato autentico, combattendo ogni banalizzazione e ogni deriva ideologica”. Altra questione “controversa” affrontata dal porporato è quella delle relazioni interpersonali tra i giovani”. Due gli aspetti sottolineati dal card. Bassetti: “la dimensione spersonalizzante di moltissimi giovani che vivono sia nelle grandi metropoli che nelle periferie abbandonate delle nostre città; la dimensione di amicizia superficiale e di solitudine delle giovani generazioni che quotidianamente vivono gran parte delle loro relazioni sul web attraverso i telefoni o i computer”. “I numeri della pornografia su internet, per esempio, sono impressionanti e preoccupanti” ha denunciato Bassetti per il quale “non si può guardare con superficialità a queste problematiche. Occorre fornire una risposta alta e concreta, al senso di spaesamento che respirano i nostri giovani nelle città, e al senso di confusione e di permissivismo che vivono su internet”. Infine, la relazione con il trascendente e con la Chiesa.

“Il rapporto tra i giovani e la Chiesa – ha detto il porporato – risente ovviamente del clima sociale ma è senza dubbio un rapporto complesso e non certo univoco: a tratti intenso, a volte intimo, spesso incostante e di breve durata”. Il più delle volte, ha ravvisato, “ci troviamo di fronte dei giovani che hanno un ‘rapporto a tempo’ con la Chiesa: con l’arrivo dell’età adolescenziale questo rapporto in molti casi si incrina fino a rompersi. Spesso seguendo un percorso biografico comune, segnato da un rapporto con il corpo e con gli altri banalizzato, oppure perché scandalizzati dai peccati della Chiesa”. “Tutto questo, ha concluso – ci deve far riflettere profondamente e porre più di un interrogativo come pastori, come famiglie e come laici. Mai come oggi, dunque, siamo chiamati ad essere Chiesa in uscita verso i giovani”. Compito degli adulti è “saper annunciare ai nostri giovani che ogni vocazione è una chiamata d’amore, da vivere in pienezza e senza scorciatoie e compromessi. Senza cedere alle lusinghe effimere della società e senza inginocchiarsi ai falsi idoli del mondo. La vita vera è infatti una vita di incontro e non di divisione; una vita di carità e non di potere; una vita di amore e non di sentimenti”.

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