Colombia: assemblea pre-sinodale sull’Amazzonia. Mons. Pinzón (Puerto Leguízamo-Solano), “riflessione collettiva che nasce dall’ascolto”

Mons. Joaquín Humberto Pinzón

“La novità di questo incontro è che poniamo i padri sinodali e i vescovi colombiani ad ascoltare le tante persone che hanno il Sinodo panamazzonico nel cuore, che contribuiscono alla riflessione collettiva e collegiale, perché vivono in questi stessi territori dell’Amazzonia”. Lo ha detto al Sir mons. Joaquín Humberto Pinzón, missionario della Consolata e vicario apostolico di Puerto Leguízamo-Solano, 51 anni, vescovo a soli 46 anni (una delle prime nomine di Papa Francesco, nel 2013), a margine dell’assemblea pre-sinodale convocata nei giorni scorsi a Bogotá dalla Conferenza episcopale colombiana. “È molto importante ascoltare la voce diretta dei popoli indigeni, vogliamo comprendere il loro contributo nell’ambito del cammino presinodale, partendo dall’ascolto della loro cosmovisione e della loro spiritualità, per rafforzare nuovi cammini di Chiesa verso l’ecologia integrale”, conclude mons. Pinzón, che la sera ha concelebrato la messa presieduta dal cardinale Pedro Barreto Jimeno, arcivescovo di Huancayo e vicepresidente della Rete ecclesiale panamazzonica Repam.
Cristiano Morsolin (al centro della foto, con mons. Pinzon e un delegato all’assemblea), esperto di diritti umani in America Latina, commenta al Sir: “Per la prima volta un’assemblea promossa dalla Conferenza episcopale colombiana apre le porte al dibattito intenso, a volte, controcorrente, per dialogare con leader indigeni, campesinos e rappresentanti dei popoli indigeni, catechiste, religiose e laici impegnati in Amazzonia. È importante il protagonismo a livello nazionale di mons. Joaquin Pinzón, il vescovo più giovane della Cec, che ha tessuto le linee globali dei dibattiti insieme al cardinale Barreto e a padre Michael Czerny, segretario speciale del Sinodo, venuto appositamente dal Vaticano”.
Il cardinale Barreto ha a sua volta sintetizzato: “Ascoltiamo il clamore della terra e dei popoli per far germogliare la Parola di Dio nelle opere e difendere l’Amazzonia. Ecco la grande sfida del Sinodo: seguire il cammino tracciato dalla Chiesa Latinoamericana dal Concilio Vaticano II e nell’assemblea di Aparecida, per ascoltare la voce dei popoli amazzonici minacciati e continuare l’opzione preferenziale dei poveri”.

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