Bolivia: in aumento le violenze sulle donne. I vescovi, “lavoriamo insieme per attaccare le cause di questo flagello”

“Dolore, denuncia e profonda preoccupazione per i casi di violenza sulle donne” che continuano ad aumentare, “provocando morte e seminando lutto in centinaia di famiglie boliviane”, vengono espressi in una nota diffusa ieri dalla segreteria generale della Conferenza episcopale boliviana (Ceb).
“Solidarizziamo – prosegue la nota – con tante famiglie, genitori, fratelli, figli orfani, che soffrono questa drammatica situazione nel Paese e con tutte le donne che, in questo momento, vengono minacciate e condannate a soffrire in silenzio. Molto poco ha ottenuto finora la legislazione vigente, che non ha i requisiti per incidere in modo significativo su questo male che disintegra la nostra società e mette in questione le sue fondamenta”.
I vescovi boliviani ritengono che sia “urgente lavorare insieme, tra tutte le realtà sociali, attaccando le vere cause di questo flagello, tra cui: la cultura machista che è dura a morire, il deterioramento generale dei valori morali, la perdita del rispetto per la sacralità della vita, l’inapplicabilità delle leggi e la lentezza del sistema giudiziario, la dimenticanza del sentimento religioso e dei valori trascendenti, l’indifferenza e la complicità, la dipendenza economica delle donne, diverse forme di marginalità e altri mali sociali, come l’alcolismo, la violenza sessuale, la tratta e il traffico di persone, la tossicodipendenza e il narcotraffico”.
Conclude la nota della Ceb: “Chiediamo alle istituzioni di governo, locali e nazionali, di moltiplicare gli sforzi per garantire un’autentica ed efficace applicazione delle leggi vigenti, proteggendo in ogni momento la vita e la sicurezza delle donne”. Alla comunità viene chiesto di “denunciare questi casi” e di offrire alle donne appoggio contro rappresaglie e pressioni. Alla pastorale familiare si chiede di “assumere come priorità il servizio alle donne vulnerabili e alle loro famiglie, con iniziative di prevenzione, opportuna attenzione e accompagnamento”.

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