Colombia: vescovi su elezioni regionali e comunali, “coltivare e difendere l’unità, presentare programmi realizzabili”

Sette punti in vista delle elezioni regionali e comunali, che si terranno il 27 ottobre nei dipartimenti della Colombia e nelle maggiori città, tra cui la capitale Bogotà. Sono quelli suggeriti dalla Conferenza episcopale colombiana in un comunicato diffuso in seguito alla conclusione, avvenuta il 27 luglio, della registrazione delle candidature. La nota è firmata dal presidente della Conferenza episcopale colombiana (Cec), mons. Oscar Urbina Ortega, arcivescovo di Villavicencio, dal vicepresidente, mons. Ricardo Tobón Restrepo, arcivescovo di Medellín, e dal segretario generale, mons. Elkin Álvarez Botero, vescovo ausiliare di Medellín. Si tratta di elezioni importanti, riflettono i vescovi, giacché esse “rappresentano l’opportunità di pensare e progettare il Paese che vogliamo, di coinvolgere i cittadini in un progetto comune, e di tracciare strade che consentano di progredire negli ideali di giustizia, verità, libertà e solidarietà”.
Comune, secondo i vescovi, dev’essere lo sforzo di “coltivare e difendere l’unità, frenando la polarizzazione” che divide la Colombia. “Governare è sinonimo di dialogare, ascoltare, costruire ponti e riconciliare” ribadiscono i Vescovi, per i quali è decisivo “collocare al centro di ogni azione politica, sociale ed economica, la persona umana, la sua altissima dignità ed il rispetto per il bene comune”. Vanno, dunque, evitati i privilegi che vanno a beneficio di pochi, per superare la diseguaglianza, l’ingiustizia, la mancanza di opportunità per le persone più svantaggiate.
I vescovi chiedono di presentare “programmi realistici e chiari, che rispondano alle necessità degli elettori”, senza insulti, menzogne e diffamazioni, e senza dimenticare alcuni nodi attuali, come “le migrazioni, il narcotraffico e il microtraffico, la tossicodipendenza, la violenza e l’insicurezza, la disoccupazione, la crisi del sistema sanitario, la povertà, la distruzione dell’ambiente, i conflitti per la terra”.
Va messo fine, secondo i vescovi, alla piaga della corruzione; i candidati devono essere “assolutamente trasparenti” riguardo a compravendita di voti, manipolazioni e pressioni sui votanti, finanziamenti illeciti, in quanto “non paga vincere le elezioni con pratiche corrotte”.
Infine, dai vescovi arriva un appello al “rispetto e la difesa della vita, della famiglia, dell’educazione e della giustizia”, valori fondamentali per “cementare in modo solido la società”.

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